I mercati temono una "death cross" sullo S&P500

Tanto per non perdere l'abitudine di usare il bastone e la carota, metodo adottato di frequente da quando alla guida del paese c'è Donald Trump, al quale si possono imputare sicuramente delle colpe ma non quella di non essere un grande commerciale, gli americani hanno fatto arrestare in Canada Meng Wanzhou, 41 anni, figlia maggiore del fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, e direttrice finanziaria di Huawei. Il mandato di cattura americano è motivato dalla violazione dell'embargo nei confronti dell'Iran. Pechino ha protestato per l'arresto ed esige la liberazione. L'udienza per la convalida del fermo è attesa per il 7 dicembre a Vancouver.

Del resto nella conferenza stampa successiva all’incontro del G20 gli americani hanno chiarito che i dazi verranno alzati al 25% se, una volta scaduto il termine dei 3 mesi, non verrà raggiunto un accordo. L’amministrazione statunitense deve infatti riuscire a ripristinare i posti di lavoro nell'industria manifatturiera nazionale, favorendo quegli operai che alle ultime elezioni sono stati ben contenti di votare Trump per le sue promesse.

L'effetto dell'accordo siglato sabato a Buenos Aires da Donald Trump e dal presidente cinese Xi Jinping si è quindi esaurito presto, dopo il forte rialzo del 3 dicembre. A seguito del caso della Meng Wanzhou infatti i mercati hanno iniziato a farsi alcune domande scomode alle quali evidentemente stanno ancora cercando risposta. Gli investitori iniziano a valutare l'effettiva possibilità di successo dei negoziati tra Washington e Pechino nei 90 giorni di proroga all'aumento dei dazi annunciati da Trump.

A contribuire al clima depressivo l'ulteriore riduzione della curva dei rendimenti tra i Treasury Usa biennali e decennali, scesa ad inizio della settimana partita il 3 dicembre sui minimi dal luglio 2007. I decennali sono al 2,95%, i minimi degli ultimi 2 anni e mezzo, e lo spread tra i 10 e i 2 anni è ai minimi dal 2007. Addirittura su alcune scadenze la curva dei tassi risulta invertita (come nel caso del differenziale tra i titoli governativi a 3 e a 5 anni, che è negativo), una condizione che spesso anticipa l’avvio di una vera e propria recessione.

Sul mercato azionario i commentatori hanno recentemente iniziato a parlare preoccupati della eventualità di realizzazione di una "death cross", un incrocio mortale delle medie mobili a 50 e 200 sedute. Quando questa situazione si verifica infatti, e per lo S&P500 l'eventualità che accada è molto elevata dal momento che le medie sono già quasi coincidenti in area 2750/55 punti, con la media mobile a 50 periodi che taglia dall'alto verso il basso quella a 200 giorni, molto spesso si avvia una fase calante duratura. Sia la correzione della seconda metà del 2011 sia quella del 2015 sono infatti state anticipate da questo "incrocio della morte".

E l'Italia? Le pressioni al ribasso sui tassi non possono che fare piacere ad un paese il cui maggiore problema è l'entità del debito pubblico, inoltre recentemente Goldman Sachs, in suo report a dire il vero non lusinghiero sull'Italia, menziona anche la possibilità di un nuovo giro di finanziamenti TLTRO da parte della BCE nella prima metà del 2019 per dare sollievo sul fronte del funding alle banche italiane, report nel quale non viene invece considerato credibile il rischio di un'uscita dell'Italia dall'Eurozona. Certo, le stime di crescita asfittica, sia per responsabilità del probabile rallentamento globale, sia per gli annosi problemi del nostro paese, pone un serio problema di risorse, ma dato che per il momento l'avanzo primario è positivo (entrate molto maggiori rispetto alle uscite), il fatto di poter ipotizzare una spesa per interessi sul debito pubblico in calo è confortante (dal 1992 l'avanzo è stato di 676 miliardi di euro ma la spesa per interessi di 1924 miliardi).

Guardando alla borsa da un punto di vista grafico si nota che per il momento il rimbalzo del Ftse Mib dai minimi di fino ottobre di quota 18411, che ha riportato le quotazioni in vista dei 19675 punti, non e' stato particolarmente significativo. Solo la rottura di quota 19675, dove si collocano il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco del 26 settembre e il massimo dell'8 novembre (a 19224 per la precisione) fornirebbe infatti segnali di forza credibili. Il top dell'8 novembre rappresenta il lato alto del potenziale doppio minimo che i prezzi hanno disegnato da fine ottobre in area 18400. La rottura dei 19675 punti aprirebbe la strada con buona probabilita' non solo al test del gradino successivo della scala dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il ribasso dai massimi di settembre, il 50% posto a 20050 circa, ma anche al raggiungimento di area 20800, target del doppio minimo ottenuto proiettando verso l'alto l'ampiezza della figura dal punto di rottura. Resistenza intermedia a 20321, lato alto del gap dell'8 ottobre. Il mancato superamento di 19675 e la violazione di area 18400 potrebbero comportare invece movimenti verso il supporto a 17180 punti, base del canale ribassista che contiene la discesa dai massimi di maggio. E la famigerata "death cross"? Purtroppo nel caso del Ftse Mib si è gia' realizzata da tempo, le due medie mobili a 50 e 200 giorni (esponenziali) si sono infatti incrociate al ribasso già dalla fine di giugno (attualmente resistenza rispettivamente a 19500 e 20880 punti), un motivo in più per rimanere prudenti sul mercato azionario domestico almeno fino a quando lo spread non scenderà al di sotto della soglia dei 250 punti.