Germania e Olanda, quadro economico e azioni da seguire

Recentemente Moody's ha affermato che le prospettive per l'area euro sono stabili ma che tra le incognite che gravano sul 2018 ci sono le elezioni politiche in Italia, che potrebbero avere ricadute negative per tutta l'Unione monetaria. L'affidabilita' creditizia italiana dipendera' dalla capacita' del nuovo governo di spingere su riforme strutturali favorevoli alla crescita in un contesto di tassi di interesse che resterà positivo, il problema e' che e' improbabile che il vincitore delle elezioni possa ottenere un consenso sufficiente a formare una maggioranza di governo. Da qui la decisione di Moody's di conservare per l'Italia, unico Stato dell'area euro, un outlook negativo a fronte di un rating a Baa2. 

In generale gli esperti di Moody’s prevedono una crescita dell'area euro del 2% nel 2018 e dell'1,7% nel 2019 e stimano che la domanda interna possa risultare superiore al suo livello potenziale in Germania, Francia, Spagna e Italia. L'Italia pero' e' l'unico di questi paesi per il quale i redditi reali non sono ancora risaliti ai livelli del 2010 (come in Grecia e in Portogallo). 

Secondo l'Ufficio studi della CGIA, rispetto al 2007, anno pre-crisi, l'Italia deve ancora recuperare 5,4 punti percentuali di Pil, inoltre negli ultimi 17 anni la produzione manifatturiera in Italia e' diminuita di 19,1 punti percentuali, nessun altro tra i principali paesi avanzati dell'Ue ha fatto peggio. Anche S&P recentemente ha ricordato che il Pil italiano e' ancora al di sotto di quello del 2007 anche se ci sono segni di ripresa. 

Nonostante la borsa italiana in questo primo scorcio del 2018 sia stata una delle migliori in Europa, prudentemente tuttavia, proprio a causa dell'avvicinarsi delle elezioni politiche e del persistere di un divario nella crescita economica con i migliori della classe, l'investitore nostrano potrebbe considerare l'opportunita' di diversificare il proprio portafoglio guardando anche ad altri paesi dell'Unione. 

I recenti dati macro suggeriscono di guardare a questo scopo verso la Germania e l'Olanda, due paesi caratterizzati, come l'Italia del resto, da un quadro politico complicato ma sostenuti da una economia arrembante. Mentre in Germania Angela Merkel sta infatti ancora cercando una difficile mediazione dopo il voto di marzo, nei Paesi Bassi a seguito di 208 giorni di colloqui a inizio ottobre e' stato raggiunto un accordo sulla formazione del governo. 

In Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto che il Pil annuale relativo al 2017 e' cresciuto del 2,2% rispetto all'anno precedente evidenziando come l'economia tedesca sia cresciuta per l'ottavo anno consecutivo. Adeguando i dati alle variazioni del numero dei giorni lavorativi il Pil ha registrato in realta' una espansione del 2,5%. Rispetto agli anni precedenti, il tasso di crescita ha accelerato ancora una volta. Nel 2016 il PIL era gia' aumentato significativamente dell'1,9% e dell'1,7% nel 2015. 

Nel 2017 la crescita economica tedesca ha superato il tasso di crescita medio degli ultimi dieci anni (+ 1,3%) di quasi un punto percentuale. La produzione industriale tedesca a novembre e' cresciuta al ritmo piu' veloce degli ultimi otto anni, confermando la fase di forte espansione per quella economia: l'Ufficio di Statistica Destatis ha infatti indicato una variazione positiva del 3,4% a novembre rispetto al mese precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari all'1,9%. 

A ottobre la produzione industriale era diminuita dell'1,2%. In espansione anche il surplus della bilancia commerciale che a novembre e si e' attestato a 23,7 miliardi di euro da 22 miliardi di euro rilevato nello stesso periodo del 2016. L'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono cresciute del 8,2% rispetto a un anno fa e le importazioni del 8,3% nello stesso periodo. Rispetto a ottobre le esportazioni sono aumentate del 4,1% e le importazioni del 2,7%. 

Secondo quanto comunicato da Statistisches Bundesamt (Destatis, l’agenzia nazionale di statistica tedesca) a novembre poi le vendite retail sono cresciute in Germania del 4,4% annuo, contro il declino dello 0,9% di ottobre (e il progresso del 4,1% di settembre). Il dato e' ampiamente migliore rispetto all'incremento del 2,5% stimato dagli economisti. Su base sequenziale le vendite al dettaglio sono invece cresciute del 2,3% dopo la flessione dell'1,0% di ottobre (e il progresso dello 0,5% di settembre) e a fronte dell'aumento dell'1,0% del consensus di Reuters. Si e' trattato del tasso di crescita più elevato dal 2,5% dell'ottobre 2016. 

Bene anche il mercato del lavoro, a dicembre infatti in Germania il numero di disoccupati e' diminuito di 29mila unita', un dato migliore del consensus fissato a -12mila unita'. Il dato di novembre è stato inoltre rivisto a -20mila unità da -18mila. Il tasso di disoccupazione si e' attestato al 5,5% contro il 5,6% del consensus (dato novembre rivisto a 5,5% da 5,6%). 

Per quello che riguarda i dati anticipatori e' possibile citare quello relativo all'Indice IHS PMI Manifatturiero del mese di dicembre reso noto a Markit Economics che e' salito a 63,3 punti da 62,5 punti di novembre segnalando il proseguimento della crescita del settore, su livelli record da quando e' iniziata la rilevazione (22 anni fa), superando il record precedente di febbraio 2011 (a 62,7 punti). 

Altrettanto incoraggianti i dati relativi all’Olanda.  Secondo quanto comunicato recentemente dal Centraal Planbureau (Cpb, agenzia indipendente dell'Aia emanazione del ministero degli Affari economici), il Pil dell'Olanda e’ infatti atteso a una crescita del 3,1% nel 2018, in lieve frenata rispetto all'incremento del 3,2% con cui dovrebbe chiudersi il 2017 (sarebbe il tasso più elevato dal 2007). Nel terzo trimestre e’ stata del 3,0% annuo l'espansione dell'economia olandese. 

La disoccupazione attualmente, secondo i dati Ocse, e' al 4,4% ed e' stimata in calo al 3,9% nel 2018 (4,7% l'ultima rilevazione, relativa al mese di ottobre). 

Secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica olandese), in novembre la produzione industriale è cresciuta in Olanda del 4,4% annuo, in lieve accelerazione rispetto al 4,3% di ottobre (rivisto al rialzo dal 4,0% comunicato lo scorso mese) e contro il 5,6% di settembre. Il dato è in costante espansione dall’ottobre 2015. 

Buono anche quadro per l’inflazione: in dicembre l’inflazione in Olanda ha rallentato portandosi all'1,3% annuo, dall'1,5% di novembre (1,3% era stata anche la lettura relativa al mese di ottobre). L’indice dei prezzi al consumo olandese e’ comunque in espansione costante dall’agosto 2016. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha parimenti frenato all'1,2% annuo dall'1,5% di novembre (1,3% in ottobre). Nell'intero 2017 l'inflazione in Olanda si è attestata all'1,4% contro lo 0,3% del 2016. 

L'Eoe Index (European Option Exchange) della borsa di Amsterdam e' arrivato con i recenti massimi di quota 563,31 punti ad un passo dai massimi del luglio 2007 a 564 punti, area sulla quale si colloca anche il lato alto del canale crescente che contiene tutta l'ascesa degli ultimi 9 anni circa. La rottura di quei livelli fornirebbe un nuovo elemento di forza all'uptrend in atto dai minimi del 2009 di area 195 e aprirebbe la strada al ritorno sui record del 2000 di quota 703. Resistenza intermedia a 600 punti circa. Solo ribassi al di sotto dei 526 punti, dove si collocano la base del canale crescente che parte dai minimi di inizio 2016 (contenuto a sua volta all'interno di quello originato dai minimi del 2009) e la media mobile a 52 settimane, farebbero temere una correzione della fase crescente degli ultimi due anni e un avvicinamento verso la base del canale piu' ampio, in transito a 430 circa.

I 5 titoli piu' interessanti in termini di quadro grafico della borsa olandese sono al momento, in ordine decrescente di forza del trend, ASM (Advanced Semiconductor Materials) International che nell'ultimo anno ha messo a segno un guadagno del 34% circa, ING Groep N.V. (ING e' la sigla di Internationale Nederlanden Groep) che ha guadagnato il 24% circa, Philips, con guadagni 2017 del 17%, ASML Holding (+34% nel 2017) e Galapagos NV (+47%). 

 

Per quello che riguarda il Dax invece la corsa al rialzo che ha portato l'indice a testare il 7 novembre 2017 un nuovo record a 13525 punti si e' arrestata. La fase laterale che si e' disegnata nell'ultimo bimestre si e' comunque mantenuta al di sopra della media mobile a 52 settimane, passante a 12550 punti circa, e fino a che i prezzi non scenderanno sotto quel supporto sara' corretto considerare il trading range come una pausa del precedente uptrend. Al di sopra dei 13525 punti si aprirebbero spazi di rialzo verso area 15000 e successivamente 16350.

La ricerca con metodi quantitativi delle migliori opportunita' tra i titoli piu' scambiati della borsa tedesca fa emergere come soggetti interessati Siltronic AG (+183% circa la variazione nell'ultimo anno), Covestro, uno spin off di Bayer del 2015, precedentemente Bayer MaterialScience, che si e' rivalutato del 44% circa negli ultimi 12 mesi, MTU (Motoren- und Turbinen-Union) Aero Engines Holding AG, che e' salito del 32% nel 2017, Allianz (+26%) e Ceconomy (il nome della societa' specializzata nei business technical nata dopo la scissione con i settori dell'ingrosso e del food del Gruppo Metro), che ha guadagnato negli ultimi 12 mesi il 30% circa.