Germania e Francia sembrano avviate su di una via di ripresa stabile

Germania e Francia sembrano avviate su di una via di ripresa stabile, condizione che se confermata non potra' non aiutare anche le altre economie dell'Unione, come quella italiana, che hanno fatto invece piu' fatica nel corso dell'ultimo anno ad agganciarsi al treno dell'espansione.

L'agenzia di rating Moody's ha rivisto al rialzo le stime di crescita per la Germania e la Francia (oltre che per l'Italia). Moody's ritiene che l'economia dell'area euro potra' realizzare una crescita sopra il potenziale sia nel 2017 sia nel 2018 trainata dalla forte spinta della Germania. Per la Germania Moodys' ha alzato le stime al 2,2% per il 2017 e al 2% per l'anno successivo mentre per la Francia le ha portate all'1,6% per entrambi gli anni. Le attese sul Pil dell'euro zona sono di una crescita di circa 0,3 punti percentuali in piu' sia quest'anno sia nel 2018: la fiducia dei consumatori sui massimi degli ultimi 16 anni preannuncia una ripresa trainata dai consumi. 

Ma anche la banca centrale tedesca (Bundesbank) nel suo ultimo rapporto mensile ha indicato che il Pil nel 2017 potrebbe crescere piu' di quanto previsto lo scorso giugno (una stima che vedeva l'economia tedesca crescere quest'anno dell'1,9%). Intanto il Pil del primo trimestre e' stato rivisto al rialzo dal valore di +0,6% trimestre su trimestre a +0,7% e da +1,7% su base annua a +2% mentre la stima provvisoria relativa al pil del secondo trimestre e' di un +0,6% su base trimestrale, allineata con i tre mesi precedenti. 

 

Bene anche l'economia della Francia che e' cresciuta dello 0,5% nel secondo trimestre del 2017 in base alla stima preliminare dell'istituto di statistica Insee di Parigi. quello appena archiviato e' stato il terzo trimestre di crescita consecutiva del Pil con l'incremento anno su anno che e' ora pari all’1,8%. La stime dell'Insee parigino indicano un rimbalzo dell'export, una riduzione delle scorte delle imprese e una buona tenuta della domanda interna, tutti elementi che lasciano ben sperare anche per il futuro. A luglio la spesa per consumi e' cresciuta dello 0,7% su base mensile dopo un decremento dello 0,7% rilevato a giugno e a fronte di stime di una crescita modesta pari allo 0,6%.

 

Non solo i dati storici dipingono un quadro incoraggiante, anche in ottica prospettica i consumatori tedeschi sembrano infatti avere le idee chiare, la loro fiducia ha segnato un ulteriore miglioramento nella rilevazione per il mese di settembre. L'indicatore dell'istituto Gfk, basato su un'indagine condotta tra circa 2000 consumatori tedeschi, e' salito a 10,9 punti (10,8 le attese, dato invariato sul mese precedente), facendo registrare il quinto incremento mensile di fila. Il valore raggiunto e' il piu' alto dall'ottobre del 2001. Da notare che la spesa delle famiglie ha superato l'export come principale fonte di espansione economica in Germania, questo grazie ad un livello di occupazione record e a salari reali in crescita (e probabilmente anche ad un minore costo del denaro che favorisce l'indebitamento). 

Piu' incerto il dato francese: secondo l'ufficio di statistica Insee la fiducia dei consumatori e' scesa ad agosto a 103 da 104 di luglio, in linea comunque con le attese. L'indicatore aveva fatto registrare un balzo di sei punti a giugno dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali ed era poi sceso a 104 da 108 punti a luglio.

A giugno i residenti in Germania in attivita' lavorativa sono risultati essere 44,2 milioni di unita', un aumento di 657 mila unita' rispetto allo stesso periodo del 2016 con un incremento dell'1,5% (lo stesso del mese precedente). Nel mese di agosto il tasso di disoccupazione si e' attestato al 5,7%, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. Il numero di disoccupati e' diminuito di 5 mila unità a fronte di un calo atteso di 6 mila unità e dopo un calo di 9 mila unità in luglio.

Migliora anche il mercato del lavoro francese, il tasso di disoccupazione relativo al secondo trimestre 2017 si e' attestato al 9,5%, in calo rispetto alla rilevazione precedente pari al 9,6%, si tratta del risultato migliore da cinque anni.

Ci sono comunque anche alcune ombre in questo quadro, almeno per la Germania: l'indice elaborato dallo Zew Institute e relativo alla fiducia delle imprese per il mese di agosto ha deluso le attese attestandosi a 10 punti, in deciso calo rispetto alla rilevazione di luglio di 17,5 punti (le attese erano per un ribasso meno marcato a 16,5 punti).

 

L'indice di fiducia delle imprese in Francia relativo al mese di agosto e' invece salito a 111 punti dai 108 punti di luglio (dato rivisto), valore ai massimi da dicembre 2007 migliore delle attese degli analisti che ipotizzavano un risultato di 108 punti. 

L'Fmi ha annunciato recentemente a Kuala Lumpur l'aggiornamento del suo World Economic Outlook dove ha migliorato le stime sulla crescita economica dei due paesi: il Pil tedesco aumentera' nel 2017 dell'1,8% e nel 2018 dell'1,6%, un aumento rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% rispetto alle stime precedenti, quello francese e' stato rivisto a +1,5% nel 2017 e +1,7% nell'anno successivo, un aumento dello 0,1% per entrambi sui valori indicati in precedenza. Per fare un confronto la crescita per l'Italia e' stata ipotizzata  a un +1,3% nel 2017 e a un +1,0% nel 2018 (un aumento rispettivamente di 0,5 punti percentuali per l'anno in corso e di 0,2 punti percentuali per il 2018) mentre il il Pil di Eurolandia e' visto a un +1,9% nel 2017 (+0,2% dalle stime di aprile) e a un +1,7% nel 2018 (+0,1 punti percentuali).

Gli indici di borsa delle blue chip francesi (Cac 40) e tedesche (Dax 30) condividono un andamento molto simile, tanto che entrambi hanno ad esempio violato in contemporanea, il 29 agosto, un supporto molto rilevante, la media mobile a 200 giorni, passante a 5040 punti circa per il Cac e a 12000 punti per il Dax (confrontando i due indici e' tuttavia necessario non dimenticare la loro diversa natura, solo quello tedesco infatti e' "total return", ovvero include i dividendi e i ricavi dei diritti d'opzione nel calcolo del suo valore). 

Entrambi gli indici sono reduci da una fase di ripiegamento recente, nel caso dell'indice francese intrapresa a maggio, a giugno per il Dax, che li ha appunto portati prima al di sotto della media mobile a 100 giorni, poi della 200, ma per entrambi e' ancora possibile dichiarare intatta la tendenza rialzista di medio lungo periodo intrapresa dai minimi di inizio 2016. Con i recenti ribassi infatti i due indici non sono arrivati a ritracciare nemmeno 1/3 della precedente fase di crescita, mentre solo discese al di sotto del 50% di ritracciamento fanno di norma suonare un campanello di allarme per la tenuta della tendenza in atto. Nel caso di Cac 40 un primo indizio preoccupante verrebbe con la violazione dei 4850 punti ma solo al di sotto di area 4640, dove i prezzi hanno lasciato un vistoso gap rialzista il 7 dicembre 2016, diverrebbe difficile continuare a sostenere una ipotesi rialzista. Per il Dax invece il prossimo supporto rilevante si colloca a 11320 punti, poi i prezzi potrebbero dirigere verso il gap del 7 dicembre, livello critico (perche' lasciato come per il Cac a cavallo del 50% retracement del rialzo precedente), posto a  10786 punti. 

Se lo scenario di medio periodo prevede per il momento ancora una evoluzione rialzista, con obiettivi anche al di sopra dei massimi raggiunti quest'anno, per il breve termine invece le recenti incertezze, come la gia' menzionata violazione delle medie mobili a 100 e 200 giorni e quella delle linea di tendenza tracciate dai minimi di giugno 2016 per entrambi, fanno pensare che gli indici possano scendere ancora un po', in direzione quindi dei primi supporti indicati, prima di poter tentare una inversione di rotta. Meglio quindi alleggerire le posizioni in attesa di un avvicinamento dei due gap indicati per tornare compratori (strategia aggressiva) o piu' prudentemente mettersi in attesa fino alla comparsa di nuove indicazioni di forza. 

Per entrambi il ritorno al di sopra della media mobile a 100 giorni (a 5220 punti per il Cac e a 12460 punti per il Dax) sarebbe un motivo per tornare a comprare, con obiettivi inizialmente sui precedenti massimi, a 12952 punti circa per l'indice tedesco e a 5442 punti circa per quello francese.