Germania, borsa e bond alla vigilia del voto

Domenica 24 settembre si terranno le elezioni federali in Germania: la CDU della cancelliera Angela Merkel è data ampiamente per favorita, ma restano timori sulla possibile crescita dei populisti. Queste elezioni scelgono i nuovi membri del Bundestag, il parlamento federale tedesco, che a loro volta eleggeranno il nuovo capo del governo, il cancelliere, o piu' probabilmente una cancelliera, confermando la stessa Angela Merkel che e' alla guida del paese dal 2005 (ma e' diventata per la prima volta ministro nel 1991 con Helmut Kohl). 

Lo sfidante della Merkel, appoggiata dal partito di centro/centrodestra CDU, e' Martin Schulz, nel 2012 eletto presidente del Parlamento Europeo, appoggiato dal Partito Socialdemocratico tedesco di centrosinistra, la SPD, e al momento e' visto in svantaggio (i sondaggi a una settimana dalle elezioni danno la SPD al 20%). 

Ma il sistema elettorale tedesco e' proporzionale, quindi a decidere la partita saranno le alleanze. Attualmente la maggioranza e' formata da CDU-CSU, Spd, Linke e Verdi, la prossima potrebbe estendersi ed includere nuovamente i liberali della Fdp che nel 2013 erano rimasti fuori per non avere superato la soglia di sbarramento del 5%. La CSU, un partito centrista della Baviera, si presenta alle elezioni alleato con la CDU (le due sigle insieme sono accreditate a una settimana dalle elezioni del 37%), ma a meno che CDU e SPD non decidano di coalizzarsi nuovamente nella "grande coalizione” (cosa probabile solo se il risultato della SPD stupira' in positivo), la Große Koalition, per formare un governo sara' probabilmente necessario guardare anche agli altri partiti, o ai Verdi, i Gruenen (8,4% il risultato alle elezioni del 2013, al 7,5% secondo gli ultimi sondaggi) o al partito di sinistra Die Linke (8,6% nel 2013, al 9% attualmente secondo i sondaggi) o come detto ai liberali della Fdp. 

La Merkel ha puntato molto sull'economia in campagna elettorale, prospettando la discesa del tasso di disoccupazione dal 5,5% attuale al 3% ma ha anche suonato la sirena della politica fiscale, prospettando una riduzione delle tasse per la classe media a un lieve inasprimento per i redditi superiori ai 232 mila euro annui, comunque tutte ipotesi che non hanno turbato la vita ai mercati finanziari. I giochi sembrano fatti, almeno per quello che riguarda la guida del paese, gli osservatori cercheranno quindi di interpretare il risultato dell'AfD, il partito di destra populista, che potrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento (era rimasto al di sotto nel 2013 ma ora i sondaggi lo danno al 12%) ma che comunque dovrebbe rimanere al di fuori di ogni possibile coalizione di governo. 

La borsa non sembra particolarmente nervosa alla vigilia delle elezioni, con il Dax che ha recuperato dai minimi toccati ad agosto in area 11870 punti e si mantiene in vista dei massimi storici del 20 giugno a 12951 punti. Il grafico resta al di sopra della media mobile a 52 settimane, indicatore che sintetizza con la sua posizione rispetto ai prezzi la condizione del trend di medio lungo periodo, che rimane quindi orientato al rialzo. Solo la violazione della media, passante a 11840 punti, praticamente coincidente con i minimi di fine agosto, farebbe temere l'abbandono della struttura rialzista in favore di una correzione estesa del rialzo in atto da inizio 2016 con primi obiettivi sulla media mobile a 100 settimane, supporto a 11040 punti circa. In caso di superamento dei record di giugno il target si sposterebbe invece sui 14700 punti, area dove si colloca il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di settembre 2011.

Tra i titoli graficamente piu' interessanti della borsa tedesca, quelli che sembrano avere la migliore impostazione per poter continuare a crescere anche dopo le elezioni, troviamo Deutsche Post con target a 39 circa, segnali negativi sotto i 34,45 euro, Heidelberger Druckm (HDD) con target a 4,10 e negazione a 3 euro, Kuka AG (KU2), con obiettivi a 165 euro e negazione al di sotto di area 120 euro, Psi AG (PSAN), con obiettivi al rialzo a 19 euro circa e negazione dell'uptrend al di sotto di area 15,70, Rational AG (RAA) con obiettivo a 611 euro e livello critico a 529 euro, Gildemeister AG (GIL), con target a 60,20 e livelli di allerta per la tenuta dell'uptrend a 49 euro, Suss MicroTec AG (SMHN) con obiettivo a 21,50 euro e negazione al di sotto dei 13 euro, Wirecard AG (WCAGY) con target a 81 euro e negazione al di sotto di area 69, Xing AG (O1BC) con target a 305 euro e rischio inversione al di sotto di arae 245 euro, e Evotec AG (EVT), con target a 25,50 euro e negazione al di sotto dei 15 euro.

Anche da parte del Bund decennale non si manifestano alla vigilia delle elezioni particolari tensioni, con i prezzi che restano nella parte alta della fase laterale disegnata da fino 2016 compresa nella fascia tra i 157,50 e i 163,50 euro circa. Solo discese al di sotto di area 160 potrebbero fare pensare ad una ritorno nella parte bassa della fascia di oscillazione orizzontale mentre solo la violazione dei 157,50 euro rappresenterebbe una novita' degna di nota all'interno di un quadro altrimenti relativamente stabile. Discese al di sotto di 157,50 potrebbero invece anticipare l'avvio di una correzione estesa del rialzo in atto dal giugno del 2015, con obiettivi a 151,50 euro almeno.