Ftse Mib, ribasso difficile da ignorare.

Ftse Mib, ribasso difficile da ignorare. Il rapido calo disegnato dal Ftse Mib dal "tweezer top" del 6 e 7 febbraio (figura ribassista formata da due candele giornaliere con massimi allineati sugli stessi livelli, a 20000 circa) ha violato con decisione venerdi' in area 19600 la base del canale crescente che aveva contenuto tutta l'ascesa dai minimi di fine dicembre, la cui mediana si e' opposta proprio in area 20000 al proseguimento dell'ascesa. La discesa al di sotto della base del canale e' un chiaro segnale di inizio di una correzione estesa del rialzo delle ultime settimane, un fenomeno che potrebbe anche dimostrarsi solo fisiologico (le tendenze non procedono mai in linea retta ma tramite una alternanza, nel caso di un rialzo, di fasi di progresso e di ritirata, con le prime che superano in ampiezza le seconde), quindi temporaneo. Lo stesso ragionamento e' possibile farlo tuttavia anche per il rimbalzo attivatosi da fine 2018, che puo' essere visto come una fisiologica fase di pausa del trend ribassista che era partito dai massimi di maggio 2018. Le probabilita' che un movimento contrario al precedente si riveli un tentativo di inversione e non una semplice pausa e' data dal movimento all'interno della griglia dei ritracciamenti di Fibonacci. Nel caso di un rimbalzo piu' i prezzi scalano questa griglia, calcolata per il movimento di ribasso precedente, piu' diventa probabile una inversione di tendenza, fino a che invece le quotazioni si mantengono nella porzione inferiore dei ritracciamenti, come hanno fatto fino ad ora per il Ftse Mib (che ha percorso a ritroso solo il 1/3 circa della precedente discesa), la natura del movimento resta quella di una correzione temporanea. Al momento quindi il ribasso delle ultime sedute rischia di rappresentare la ripresa del trend ribassista precedente, una ipotesi che acquistera' maggiore peso mano a mano che i prezzi scenderanno lungo la scala dei ritracciamenti calcolati dai minimi di fine 2018: i gradini sono posti a 19200, 18960 e a 18715 punti, riferimento al di sotto del quale diverrebbe difficile evitare il ritorno sui minimi di area 17915 toccati a dicembre. Oltre 19750 invece i prezzi potrebbero tentare di avvicinarsi nuovamente ai 20000 punti. Sopra quella quota i livelli da superare per avere maggiore tranquillita' sulle prospettive future per l'indice sono a 20320/40, gap dell'8 ottobre e media mobile esponenziale a 200 giorni, e a 21250, 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di maggio 2018.