In evidenza UBI Banca dopo i dati del secondo trimestre

In evidenza UBI Banca che scatta in avanti subito dopo l'uscita dei dati del secondo trimestre 2018: il margine d’interesse si è attestato a 458,4 milioni di euro dai 398 del trim2 2017, il risultato della gestione operativa a 310,1 milioni da 304,6, l'utile netto a 91,2 milioni, da 629 milioni, ma al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile netto del trim2 2018 si è attestato a 101,1 milioni da 43,7 nel trim2 2017. Per il resto del 2018 il management prevede un'ulteriore "graduale crescita del margine di interesse" e "una nuova operazione di cessione di sofferenze (senza cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019, che andrà nel senso di consentire il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% in anticipo rispetto a quanto già comunicato". Recentemente UBI Banca ha perfezionato la cartolarizzazione Maior SPV (con garanzia GACS che sarà richiesta a breve) da 2,75 miliardi di euro circa. Il titolo si è riportato in area 3,55 euro dopo essere sceso nella prima parte della seduta di venerdì a 3,39 euro (close precedente a 3,455). Il quadro grafico resta incerto nonostante il rimbalzo: in area 3,49 si colloca la base del doppio massimo disegnato in area 3,59 dal 27 luglio. Una discesa nuovamente al di sotto di area 3,49 interromperebbe il rialzo visto dai minimi di giugno, anche se solo la violazione di area 3,30 costringerebbe a parlare di una vera e propria inversione ribassista. In quel caso attesi movimenti vero 3,05/07. Recuperi oltre area 3,60 permetterebbero invece di allontanare il rischio di essere in presenza di una figura ribassista in formazione e di ipotizzare il proseguimento del rimbalzo con target a 3,75 almeno, poi in area 4 euro.