Dow Jones, pericolosa figura a cuneo in fase di completamento

Dow Jones, pericolosa figura a cuneo in fase di completamento. Il Dow Jones e' sceso oggi, con un gap ribassista, al di sotto della linea disegnata dai minimi di fine dicembre. Questa linea, passante a 25330 circa, potrebbe essere la base di un "wedge", figura a forma di cuneo, il cui lato superiore e' rappresentato dalla trend line che unisce i massimi del 28 dicembre e del 9 gennaio. Il "wedge" e' una figura di "continuazione" (che interrompe temporaneamente senza invertirlo) del trend precedente, in questo caso del ribasso dai massimi di ottobre 2018. E' ovviamente prematuro fare ipotesi di medio periodo, conferme di essere in presenza di un vero e proprio cuneo verrebbero non prima della violazione del gap rialzista del 30 gennaio con base a 24635 circa, tuttavia il sospetto rimane, e se la figura dovesse venire confermata dai movimenti dei prossimi giorni bisognerebbe iniziare a temere una vera e propria ripresa del trend decrescente.

Qui e’ opportuna una spiegazione che a chi non segue abitualmente i grafici potra’ sembrare noiosa, ma che e’ necessaria per evitare il crearsi di false illusioni: dopo una tendenza prolungata, come ad esempio il rialzo pluriennale degli indici Usa, e’ normale che si sviluppi quella che viene definita una correzione, ovvero un movimento in direzione contraria del trend precedente. Questa correzione di norma e’ costituita da tre segmenti, due che si sviluppano percorrendo a ritroso il movimento precedente, uno intermedio che, muovendosi nella stessa direzione della tendenza primaria, puo’ essere spesso scambiato come la sua ripartenza.

L'andamento del Dow negli ultimi mesi, dai record del 3 ottobre 2018 a 26951 punti, si adatta a questo tipo di struttura, con un primo violento ribasso, terminato il 26 dicembre in area 21720 punti, e una altrettanto veloce ripresa, che ha gia' ritracciato con i massimi delle ultime giornate, ovvero percorso a ritroso, i 2/3 circa della discesa. Purtroppo fino a che i prezzi non saranno stabilmente al di sopra dei record dello scorso settembre non sara' possibile dire se l'attuale rialzo e' il segmento intermedio di una fase correttiva complessa o la genuina ripresa del rialzo, e la presenza del "wedge" costringe a considerare ancora del tutto attuale anche la prima ipotesi.

Certo, alcuni indizi anticipatori potrebbero anche emergere, ad esempio il mercato sta guardando in questo momento con grande attenzione alla media mobile a 200 giorni dello S&P500 (che il Dow ha gia' superato al rialzo il 30 gennaio, ora in transito a 24960), indicatore molto in voga negli Usa per la capacita' di sintetizzare la condizione del trend di medio periodo (come tutte le sintesi il suo responso e' imperfetto, ma di grande impatto mediatico, quindi capace di auto alimentare fenomeni legati al suo andamento) che i prezzi hanno recentemente avvicinato dal basso. La rottura decisa della media sul grafico dello S&P500, passante a 2742, farebbe sperare nel proseguimento del rimbalzo almeno fino ai massimi di settembre. Solo la rottura di quei massimi pero' fornirebbe una ragionevole certezza che ormai il ripiegamento si e' concluso, con probabili effetti benefici anche su tutte le altre borse. Il ritorno sotto la media a 200 giorni da parte del Dow Jones avrebbe invece un effetto opposto, ovvero di rendere sempre piu' credibile l'ipotesi di avere assistito oggi al completamento di un "wedge".