Dax, deciso rimbalzo da forte supporto ma quadro grafico ancora debole

Dax, deciso rimbalzo da forte supporto ma la strada per recuperare un trend rialzista duraturo e' lunga. Iniziamo dalle buone notizie: il Dax ha toccato con i minimi del 27 dicembre a 10279 punti il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi dell'ottobre 2014, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, che per convenzione separa uno scenario di semplice correzione da uno di inversione (quindi la violazione di area 10280/300 avrebbe fatto propendere per il proseguimento a tempo indefinito del ribasso) mettendo poi a segno una reazione che lo ha portato venerdi' al di sopra della mediana del canale ribassista che parte dai massimi di settembre, passante a 10700 circa, fino a toccare con precisione a 10786 la media mobile esponenziale a 20 giorni. I minimi toccati a fine dicembre coincidono anche con la proiezione dal picco di maggio 2018 della ampiezza del primo segmento ribassista disegnato tra il top di novembre 2017 e i minimi di marzo 2018, moltiplicata 1,618 volte (numero di Fibonacci). L'ipotesi e' che il ribasso novembre 2017-marzo 2018 sia stato la A di una terna correttiva (secondo la teoria di Elliott le correzioni si sviluppano in 3 segmenti), il rialzo fno al massimo di maggio 2018 l'onda B, la successiva discesa fino ai minimi di dicembre 2018 l'onda C, che appunto puo' essere legata alla onda A da una proporzione 1 a 1 della ampiezza oppure 1 a 1,618 (anche gli altri rapporti di Fibonacci sono accettabili, ma questi due sono i piu' comuni). I minimi di dicembre poggiano quindi su una forte area di supporto, come testimonia il fatto che la candela settimanale terminata il 28 dicembre 20 un bell'esempio di "hammer", il tentativo di rimbalzo ha quindi una discreta possibilita' di proseguire. Non mancano tuttavia anche elementi negativi, primo fra tutti la violazione il 6 dicembre, con un evidente gap ribassista, della trend line che sale dai minimi del 2011, ma anche il taglio al ribasso di tutte le principali medie mobili, con la 100 e la 200 giorni esponenziali che si sono "incrociate" al ribasso a fine agosto e ora fungono da resistenza a 11500 e a 11900 punti. Una reazione anche abbastanza estesa, ad esempio la ricopertura dei gap del 6 dicembre a 11177 e del 4 dicembre a 11458 circa, non sarebbero sufficienti per negare i recenti segnali di debolezza. L'ipotesi che il proseguimento della reazione in atto si dimostri solo una fase temporanea di ripresa verrebbe negata solo oltre area 12100, anche se gia' la rottura di 11750 porterebbe la bilancia del trend in una situazione di equilibrio. Del resto se si prende in considerazione tutto il rialzo dai minimi del 2009, e non solo la porzione dal 2014, si vede che i prezzi hanno ritracciato esattamente il 33% (1/3) del precedente rialzo, una percentuale che spesso coincide solo con la prima fase di una correzione complessa, che di norma arriva ad interessare almeno il 50% di ritracciamento, in questo caso posto a 8500 punti circa. Sugli stessi livelli si colloca anche la base dell'onda 4 del quintetto rialzista sviluppatosi dai minimi del 2009, ed e' cosa normale che le fasi correttive di una intera sequenza in 5 onde, come sarebbe quella vista dai minimi del 2009 ai massimi del 2017/18, si portino proprio sui minimi dell'onda 4 di tutta la serie. E' quindi altamente probabile che nel breve termine sia possibile assistere ad una fase rialzista anche rilevante, ma che successivamente le pressioni al ribasso tornino a farsi sentire per violare anche i recenti minimi di dicembre.