Crescita Pil Italia in frenata, cosa aspettarsi per borsa e bond?

Moodyʼs nell'aggiornamento di agosto del 'Global Macro Outlook 2018-2019' abbassa le stime di crescita dellʼItalia. L'agenzia di rating Moodyʼs ha abbassato le stime di crescita del Pil per l'Italia dall'1,5% all'1,2% per il 2018 e dall'1,2% all'1,1% per il 2019. Secondo Moody's l'economia globale resta solida (anche se potrebbe essere in una fase di picco) ma quella italiana nel secondo trimestre del 2018 ha dimostrato una forza inferiore alle attese. Prima di Moody's anche il Fondo Monetario internazionale aveva ridotto le previsioni di crescita a un +1,2% e +1% segnalando che l'Italia resta vulnerabile alla volatilita' del mercato: le grandi esigenze di rifinanziamento del debito sovrano, ma anche di quello bancario (oberato da uno stock ancora elevato di Npl), sono un elemento di fragilita'.

 

La Commissione Europea era passata da +1,5% a +1,3% e da 1,2% a +1,1% rispettivamente per quest'anno e per il prossimo. La altre primarie agenzie di rating sono allineate con queste previsioni: per Fitch e S&P infatti il 2018 dovrebbe concludersi con una espansione dell'1,3% (dal +1,5% precedente).

 

Di fondamentale importanza per valutare gli effetti sul mercato azionario di queste revisioni sara' la nota di aggiornamento al Def che il governo dovrebbe approvare prima della fina di settembre. Sulla scorta di queste informazioni, che potrebbero lasciare trasparire il livello di deficit che il governo intende fissare per il 2019, Moody's, e non da sola, potrebbe decidere un downgrade dell'Italia. Se il pacchetto di misure da inserire nel Def dovessero essere tali da creare un 4%/5% di deficit lo spread sicuramente tornerebbe a salire e il downgrading del debito pubblico italiano diverrebbe solo questione di tempo. Insomma, il rientro dalle ferie potrebbe essere tormentato per gli investitori che seguono la borsa.

Ha le idee chiare anche Schroders, che oltre a tagliare le stime del Pil dell'Eurozona per il 2018 al 2% dal 2,4% precedente (e per il 2019 dal 2,1% all’1,7%), sottolinea il rischio che il Governo intraprenda una battaglia contro la Commissione Europea. Questa eventualita' potrebbe innescare uno “Scenario di una crisi del debito italiano”. Questo esercizio teorico prevede secondo Schroders un drastico aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato italiani che porterebbe inevitabilmente ad un allargamento dello spread con il Bund e al deprezzamento dell’euro. Anche la crescita dell’Eurozona verrebbe danneggiata seriamente in questo scenario. Una situazione simile potrebbe essere risolta solo con il ripristino da parte della BCE del QE e l’insediamento di un Primo Ministro tecnico. 

A dover essere tenuto sotto controllo non sara' quindi solo il mercato azionario, anche dall'andamento del Btp future sara' possibile ricavare indicazioni utili sullo stato di tensione dei mercati. Per il momento i prezzi si sono infatti limitati, con lo scivolone di fine maggio-inizio giugno, a mettere alla prova la media mobile esponenziale a 200 settimane, passante a 123,40 euro circa, ma il rimbalzo scaturito a maggio da quel supporto si e' limitato a testare dal basso la media mobile esponenziale a 100 settimane, che era stata violata a fine maggio, e ora in transito a 129,30 circa.

 

Se i prezzi dovessero stabilizzarsi al di sotto dei 120 euro sarebbe difficile ignorare questi segnali di debolezza e diverrebbe probabile un approfondimento del calo delle quotazioni (e quindi un rialzo dei rendimenti) almeno fino in area 110 euro, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del rialzo dai minimi di fine 2011. Solo la rottura di area 129/130 segnalerebbe un allentamento delle tensioni ribassiste e quindi indirettamente anche di quelle politiche ed economiche.

 

E la borsa? Anche l'indice Ftse All Share e' sceso a testare il supporto offerto in area 22640 dalla media mobile esponenziale a 200 settimane dopo avere violato a inizio agosto quella a 100 settimane, ora passante a 23600 circa (media che ha sostenuto il mercato per due mesi circa prima di cedere a conferma della sua validita' come strumento tecnico). La flessione vista dai massimi di maggio a 26890 punti circa ha per il momento tratti correttivi, ovvero potrebbe dimostrarsi solo un intermezzo del trend rialzista avviatosi a meta' 2016 da area 16545, ma lo spazio a disposizione all'interno del quale muoversi per confermare questo giudizio si riduce rapidamente: gia' la violazione dei 22000 punti potrebbe essere vista come un evento traumatico dal quale sarebbe difficile risollevarsi in tempi brevi.

 

In quel caso potrebbe essere messo alla prova a 21730 circa il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di meta' 2016, vero e proprio banco di prova per saggiare le capacita' di reazione dell'indice. Rimbalzi da area 21730 potrebbero infatti dimostarsi anche estesi (quella percentuale di ritracciamento viene considerata lo spartiacque tra uno scenario correttivo e una vera e propria inversione di trend) mentre la violazione del supporto renderebbe problematico il recupero di una intonazione positiva in tempi brevi. La tenuta del supporto di area 22550/650 e la rottura di 23600 dimostrerebbero invece che il mercato non si e' lasciato incantare dalle sirene ribassiste e che ha voglia di tentare almeno il recupero di area 24500, quota a meta' strada tra i massimi di maggio e i minimi di agosto. Movimenti fino a 24500 potrebbero non essere risolutivi per ripristinare una tendenza se non rialzista almeno laterale, piu' i prezzi dovessero riuscire ad allontanarsi da quei livelli verso l'alto e piu' diverrebbe invece probabile almeno il ritorno sui massimi dell'anno.

 

In conclusione l'analisi del mercato obbligazionario e di quello azionario italiano evidenzia dei segnali di debolezza che potrebbero pero' risultare confinati al breve e medio termine, quindi, in ottica aggressiva, e consapevoli del fatto di muoversi contro la tendenza, le recenti flessioni potrebbero anche dimostrarsi una occasione per avviare posizioni al rialzo, magari solo parziali, da incrementare poi al superamento delle prime resistenze indicate. Cautela massima invece in caso di violazione di area 120 da parte del Btp future e dei 22000 punti da parte dell'indice All Share.