Continuera' anche nel 2018 la corsa del rame e dell'alluminio?

Continua la corsa del rame a Londra, dopo che mercoledì aveva già toccato i massimi dal gennaio 2014 nella nona seduta consecutiva di rialzo (striscia più lunga dal 2004), su nuove limitazioni alla produzione in Cina a causa dell'inquinamento. 

A sostenere la performance ha infatti contribuito Pechino, che ha imposto a Jiangxi Copper di rallentare la produzione per almeno una settimana prima che vengano monitorati ulteriormente i livelli d'inquinamento nella regione. Quanto successo al maggiore produttore di rame della Cina segue una misura simile decisa dalle autorità sempre questo mese per il numero due del settore Tongling Nonferrous Metals Group. 

La striscia consecutiva di guadagni del rame è la più lunga dal 2004 (nell'intero 2017 l'apprezzamento è stato del 31%, la performance migliore tra i metalli all'Lme dietro solo a quella dell'alluminio). In ogni caso anche una economia globale tonica sostiene l'andamento dell'oro rosso, utilizzato come anche il nickel e l'alluminio nella produzione di veicoli elettrici (il cosidetto "effetto Tesla") e quindi molto richiesto: a novembre ad esempio le importazioni cinesi sono cresciute del 19% annuo, un dato che sembra invertire la tendenza per il 2017 che invece ha visto, almeno sul totale dei primi 11 mesi, un calo del 10% sul 2016. 

Le previsioni di Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders, per il 2018 ipotizzano una crescita globale del 3,3% (stima precedente +3%), migliore del 3,2% con il quale dovrebbe essere archiviato il 2017, un valore che se effettivamente raggiunto rappresenterebbe il piu' alto dal 2011. 

Secondo il Fondo Monetario Internazionale il Pil mondiale dovrebbe espandersi del 3,7% nel 2018 dopo il 3,6% atteso per il 2017. 

Gli esperti di Moody's, nel Global Macro Outlook, prevedono invece una crescita globale del Pil del 3,2% nel 2018 e del 3,1% nel 2019, con molte economie avanzate, come quella Usa, che dovrebbero avere un tasso di crescita sopra la media e con i mercati emergenti che tornano a mostrare un trend positivo (+5,4% atteso nel 2018). 

La cilena Codelco, che e' il maggiore produttore di rame a livello mondiale, ha previsto che le quotazioni possano spingersi prossimamente, sostenute da un deficit di prodotto prolungato, fino ai 10000 dollari per tonnellata, una ipotesi appoggiata anche dagli analisti di Ubs che per il momento hanno comunque un target a "soli" 7400 dollari. 

Per Heffrey Currie, Global Head of Commodities Research di Goldman Sachs il giudizio sulle materie prime nel complesso e' "overweight", ovvero sovrapesare in portafoglio, con aspettative di crescita del 10% nel 2018. Sul rame in particolare le attese di GS sono positive dal momento che l'offerta dovrebbe diventare sempre piu' limitata nei prossimi anni, a differenza di quella dell'alluminio che dovrebbe risultare piu' abbondante. 

Il Copper (LME 3MD) ha raggiunto nelle ultime sedute una resistenza cruciale dal cui superamento o meno potrebbe dipendere il destino anche a medio termine dei prezzi. Le quotazioni hanno infatti incontrato in area 7260 il 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di inizio 2011. Questa percentuale di ritracciamento viene vista dagli studiosi dei grafici come lo spartiacque tra uno scenario di correzione e uno di inversione di trend. La rottura di area 7260 dollari segnalerebbe quindi che il rialzo in atto dai minimi di inizio 2016 di area 4320 dollari non e' stato solo un intermezzo nell'ambito di un trend ribassista ancora in atto, quello partito a febbraio 2011, ma una tendenza autonoma destinata a prolungarsi nel tempo. 

Ulteriori conferme positive verrebbero poi al di sopra di area 7950 e di area 8800 dollari, ultimo ostacolo a separare i prezzi dal ritorno sui record del 2011 a 10190 dollari. Sarebbe tuttavia pericoloso dare per scontato che le quotazioni troveranno la forza per superare area 7250/300: la resistenza almeno sulla carta e' tenace e potrebbe quindi restare intatta. Flessioni fino a testare a 6750 circa la media mobile a 100 giorni non danneggerebbero troppo le possibilita' di assistere ad una successiva rottura della resistenza, sotto quei livelli aumenterebbe invece il rischio di una ripresa del ribasso che troverebbe poi conferma con la violazione della trend line che sale dai minimi di ottobre 2016, passante a 6450 dollari circa. 

Considerazioni molto simili si possono avanzare anche per l'alluminio (LME 3MD), che con i massimi di area 2255 ha avvicinato una resistenza altrettanto rilevante rispetto a quella del rame. Solo il superamento di area 2270 dollari confermerebbe che il rialzo in atto dai minimi di fine 2015 di area 1430 e' dotato della forza necessaria per estendere ancora nel tempo e per tentare il recupero dei massimi di maggio 2011 a 2803 dollari. La mancata rottura di 2270 e la violazione a 2100 dollari circa della media mobile a 100 giorni farebbero invece sorgere seri dubbi sulle prospettive dell'uptrend. Ulteriori conferme negative verrebbero al di sotto dei 2000 dollari, una soglia che rappresenta quindi lo stop loss da adottare anche per posizioni al rialzo pregresse avviate in ottica temporale estesa. 

Chi volesse scommettere sul proseguimento del rialzo dei metalli industriali, ferma restando la necessita' di vedere superate le resistenze indicate per poter contare su di un quadro prospettico positivo, puo' guardare ai singoli titoli legati alle materie prime, come Alcoa, Codelco oppure Jangxi Copper (o le cinesi Zijin Mining Group, Xining Special Steel e Henan Zhongfu Industrial), ma anche rivolgersi agli Etc/Etn come quelli di Etfs. 

Per l'Etfs Copper (COPA), denominato in dollari Usa e avente come sottostante il DOW JONES-UBS COPPER SUBINDEX, la resistenza critica si colloca a 27 circa, livello oltre il quale si aprirebbe la strada al test di quota 28 (altro ostacolo rilevante) e 30,50 circa. Indicazione contrarie al proseguimento dell'ascesa verrebbero al di sotto di area 24,70. 

Nel caso dell'Etfs Aluminium (ALUM), denominato in dollari Usa e avente come sottostante il DOW JONES-UBS ALUMINUM SUBINDEX, la resistenza critica si pone invece a 3,00 circa, un livello oltre il quale le oscillazioni disegnate a partire dai minimi di inizio 2014 potrebbero dimostrarsi un ampio testa spalle rialzista, figura con obiettivi a 3,80 circa. Resistenze intermedie a 3,15 e 3,45. La violazione di area 2,75 comporterebbe invece una revisione in senso ribassista del quadro grafico.