Buzzi Unicem si avvantaggia della riforma fiscale Usa

La prima seduta della settimana ha visto un deciso rialzo i titoli di società con elevata presenza negli USA dopo l'ok del Senato a stelle e strisce alla riforma fiscale del presidente Trump. Molto bene si sono infatti comportati Luxottica, Autogrill, Astaldi e STMicroelectronics. Tra i gruppi con la maggiore esposizione sugli USA, e quindi tra i principali beneficiari di riforme capaci di sostenere l'economia americana (come quella fiscale proposta dal presidente Trump), troviamo Buzzi Unicem: il produttore di cemento, calcestruzzo e clinker di Casale Monferrato realizza infatti oltre il 40% dei ricavi e oltre il 65% dell'EBITDA negli USA, dove peraltro possiede 8 stabilimenti con 2277 dipendenti. Gli analisti di Mediobanca Securities hanno calcolato, prudenzialmente, che l'impatto sull'Eps 2018 delle riforme dovrebbe essere per Buzzi del 9%. Con il rialzo di lunedi', che ha visto le quotazioni salire fino a quota 22,86 per poi stabilizzarsi in area 22,80, Buzzi ha cancellato lo scivolone di venerdì del 2,77% (close a 21,73 euro e minimo intraday a 21,62 euro) con il quale è stato toccato il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di agosto. Se i prezzi sapranno mantenersi al di sopra della media mobile a 20 giorni, a 22,73 circa, sarà possibile ipotizzare il proseguimento del rimbalzo con obiettivi sui massimi di inizio novembre a 24,24 euro. Resistenza intermedia a 23,61 euro. Solo discese al di sotto di area 22 potrebbero portare ad un nuovo test del supporto critico dei 21,62 euro. La violazione di questo riferimento potrebbe anticipare il test a 21 euro del 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi di agosto.