Buone notizie per l'economia russa, la borsa ne approfitta

Buone notizie per l'economia russa. Secondo quanto comunicato a fine settembre dal ministero dell’Economia di Mosca, il Pil della Russia è infatti cresciuto del 2,3% annuo in agosto, contro il progresso dell’1,8% di luglio (dato quest’ultimo rivisto al rialzo dall’1,5% comunicato in precedenza). Nell’intero secondo trimestre, secondo quanto comunicato recentemente dalla Rosstat (l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca), l’economia russa aveva segnato un’espansione del 2,5% annuo, con il tasso più elevato dal terzo trimestre 2012.

La stessa Rosstat ha comunicato che nel mese di agosto le vendite retail sono cresciute in Russia, su base annuale rettificata stagionalmente, dell’1,9% contro l’1,0% di progresso di luglio (1,2% in giugno) e l’1,2% del consensus di Reuters. In crescita anche le vendite di auto che nel primo semestre sono salite del 12,4% (dopo essere scese del 50% in 4 anni dal 2012).

L’agenzia ufficiale di statistica di Mosca riporta inoltre che nel mese di agosto il tasso di disoccupazione è calato in Russia al 4,9% dal 5,1% registrato in giugno e luglio (5,2% in maggio). Il dato, che si confronta con la lettura invariata attesa dagli economisti, è ai minimi dal 4,9% segnato anche nel settembre 2014.

Secondo quanto comunicato dalla Rosstat, l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca, in settembre l’inflazione è calata al 3,0% annuo dal 3,3% di agosto (3,9% in luglio), contro il 3,1% del consensus di Bloomberg. Il dato si consolida sui minimi dalla dissoluzione dell’Urss e si allontana ulteriormente dal target del 4% della Banca centrale. Lo scorso mese l’indice dei prezzi al consumo core (al netto di alimentari ed energia) è invece calato al 2,8% annuo dal 3,0% di agosto. Su base mensile, rettificata stagionalmente, l’inflazione è scesa dello 0,1% contro la flessione dello 0,5% di agosto e lo 0,1% d’incremento del consensus di Reuters.

L'andamento dell'inflazione ha permesso alla Banca centrale russa di tagliare di 50 punti base all'8,5% i tassi di interesse di riferimento. Anche le agenzie di rating si stanno accorgendo del miglioramento del quadro congiunturale. L'agenzia di rating internazionale Fitch ad esempio ha confermato il giudizio BBB- (ultimo livello d’investment grade) sul debito sovrano della Russia, come fatto già in aprile, a differenza di allora, però, l’agenzia di rating ha migliorato l’outlook di Mosca da stabile a positivo, citando il costante progresso nel rafforzare il quadro politico, sostenuto da un tasso di cambio più flessibile, da un deciso impegno sul target d'inflazione e da una prudente strategia fiscale. Fitch ha anche elevato la previsione di crescita del Pil della Federazione Russa per il 2017 dall'1,6% al 2 per cento,..

 

Anche Standard & Poor’s Global Ratings ha di recente parimenti confermato i rating di lungo e breve della Russia a BB+ e B rispettivamente, mantenendo anche l’outlook positivo. Anche la gestione della produzione di greggio, una della maggiori fonti di guadagno per il paese, sembra poter garantire il mantenimento delle quotazioni del petrolio su livelli elevati, data la attuale congiuntura mondiale.

Il Wall Street Journal ha infatti riportato che Arabia Saudita e Russia avrebbero discusso in luglio, nel corso di un incontro a San Pietroburgo, la possibilità di estendere per altri tre mesi l’accordo sul taglio alla produzione di greggio deciso, per la prima volta dal 2008, nel settembre dello scorso anno (e quindi ratificato in novembre) da parte dell’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec) e appoggiato anche da Mosca, che non fa parte dell’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio (con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale). L’accordo era stato esteso lo scorso maggio fino al marzo 2018. Al meeting dell’Opec a Vienna il 22 settembre il ministro russo Alexander Novak ha dichiarato, in merito all'estensione dei tagli "Credo che potremo riconsiderare la questione non prima di gennaio."

Tra gli elementi di criticità si deve invece citare l'instabilità del sistema bancario: nell'ultimo mese la Banca centrale russa è stata costretta a nazionalizzare due istituti, Otkritie (l'ottavo maggiore istituto del Paese) e BinBank (il dodicesimo istituto del Paese per patrimonio), utilizzando il Fondo per il consolidamento del settore bancario che era stato creato lo scorso maggio per intervenire a sostegno delle banche in difficoltà. Entro il 2018 dovrebbero entrare in vigore i nuovi requisiti di patrimonializzazione, quindi è prevedibile una diminuzione del numero di banche ma anche un consolidamento del settore.

Il rublo sembra beneficiare della recenti notizie positive sull'andamento dell'economia: sul grafico contro euro e' visibile un "testa spalle" ribassista, disegnato dal massimo dell'11 luglio, figura completata a fine settembre con la discesa al di sotto della linea congiungente i minimi del 17 luglio e del 7 settembre, passante a 68,30 circa. Target del testa spalle, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza, fino a 63,50 rubli per euro circa. Possibile comunque un apprezzamento anche maggiore, il rialzo visto dai minimi di aprile ha infatti comportato una correzione solo parziale della discesa, fase favorevole alla moneta russa, vista dai massimi di inizio 2016 di quota 93,70, la tendenza di medio periodo del rublo resta quindi intatta. Al di sotto di area 63,50 diverrebbero probabili movimenti verso area 59/60. Solo in caso di ritorno al di sopra dei 70 rubli per euro emergerebbe il timore che la fase di debolezza della moneta russa vista nella seconda metà di quest'anno ancora non sia terminata, ipotesi che troverebbe conferma oltre area 72,50.

Del rafforzamento del rublo potrebbero avvantaggiarsi anche quegli investitori domestici che decidessero di puntare, magari facendo ricorso ad un Etf, sul proseguimento del trend crescente evidenziato dalla borsa di Mosca dall'inizio del 2016. Il Lyxor Ucits Etf Russia (RUS), avente come benchmark l'indice DJ Russia GDR denominato in dollari, ha inviato di recente un duplice segnale di forza superando prima la trend line ribassista che parte dal top di inizio gennaio, poi, il 30 agosto con un evidente gap al rialzo (sintomo di buona salute del trend), la media mobile a 100 giorni, ora passante a 26,90 circa. La rottura di area 30,50 confermerebbe l'intonazione positiva dello strumento prospettando rialzi verso area 34,50, dove si collocano il lato alto del canale crescente che parte dai minimi di dicembre 2014 e il top del gennaio 2017 (a 34,10). Al superamento di questa resistenza il target si sposterebbe in area 40 circa. Solo discese nuovamente al di sotto di area 28 potrebbero anticipare un nuovo test della media mobile a 100 sedute il cui cedimento rischierebbe di portare al test di area 24,50/25.

Situazione analoga per l'Etf Db X-Trackers Msci Russia Capp Ucits Etf (XMRC) avente come benchmark di riferimento l'indice MSCI Russia Issuers Capped 25% (alta e media capitalizzazione). In questo caso la media mobile a 100 giorni transita in area 20,00, il target dato dal lato alto del canale crescente originato dai minimi di dicembre 2014 si colloca invece in area 26,00, raggiungibile alla rottura di quota 22,00.