Borse, su quali puntare per il 2018?

L'analisi tramite il metodo "media/varianza" delle performance dei principali indici azionari mondiali nel corso dell'ormai concluso 2017, rappresentati in questo studio da una cinquantina di panieri, vede uscire alcuni netti vincitori e un nutrito gruppo di partecipanti che se la sono cavata in modo decisamente onorevole.

Il metodo della media/varianza, o rendimento pesato per il rischio, viene molto utilizzato nella composizione di un portafoglio di investimento diversificato e stabilisce che tra due diversi strumenti sui quali investire sia da considerarsi preferibile quello che prospetta un rendimento atteso maggiore con una deviazione standard dei rendimenti minore (una misura statistica della rischiosita' dell'investimento).

Attraverso questo metodo e' possibile non solo fare una valutazione sullo status quo di un portafoglio, ovvero stabilire quali siano state le scelte premianti fino al momento presente, ma anche fare delle ipotesi su quali siano i comportamenti futuri che probabilmente conviene tenere. Se da un lato infatti e' vero che il rendimento futuro di un qualsiasi strumento finanziario, la "media dei rendimenti" che rappresenta il numeratore del rapporto media/varianza, e' sconosciuto a priori, e' anche vero che uno dei postulati di base dell'analisi tecnica afferma che "una tendenza rimane tale fino a che non intervengono elementi contrari al suo proseguimento", ovvero le tendenze, al rialzo o al ribasso, sono caratterizzate da una notevole resistenza al cambiamento.

In altre parole, se grazie alla evoluzione della sua tendenza uno strumento ha bene performato in passato, e' piu' probabile che continui a farlo anche in futuro piuttosto che cambi direzione. Ecco quindi che una classifica degli indici azionari che hanno avuto il migliore comportamento in termini di rendimento pesato per il rischio, che si sintetizza con il coefficiente R/R, dove al numeratore troviamo la media delle variazioni percentuali di prezzo su diverse scadenze (12,6 e 3 mesi) e al denominatore la media della volatilita' storica delle serie di queste variazioni, e' un ottimo punto di partenza per cercare di capire quali potrebbero essere gli indici azionari protagonisti anche del 2018.

La classifica dei migliori indici azionari, sui 50 circa analizzati, vede nelle prime posizioni una netta prevalenza della borsa Usa. Sul podio salgono infatti, in ordine decrescente, il Dow Jones Industrial, lo S&P500, il Nasdaq Composite. La quarta posizione e' occupata dall'indice della borsa indonesiana, la quinta da un altro paniere statunitense, il Nasdaq 100, la sesta dal Topix di Tokyo, seguito dall'indice Bse 500 indiano, dall'indice della borsa australiana, da quello dello borsa svizzera e in decima posizione dal Px Global del Prague Stock Exchange.

Subito fuori dalla decina dei migliori si collocano il Nikkei 225, versione ristretta del piu' ampio Topix gia' menzionato, confermando quindi il buon posizionamento del Giappone, e l'indice di Tel Aviv. Il Ftse Mib italiano si posiziona a meta' circa' della classifica, appaiato con l'indice di Atene, preceduto dal Dax tedesco e dal Cac francese e seguito in 35° posizione dall'indice di Madrid.

Tra i peggiori della classifica, almeno in base ai criteri di valutazione descritti, troviamo le borse cinesi di Shenzhen e Shanghai, l'indice Messicano, quello polacco e quello di Taiwan. E' importante notare come queste valutazioni facciano riferimento alle performance accumulate negli ultimi mesi dai panieri azionari espressi in valuta locale e non tengano quindi conto dell'elemento valutario, che spesso puo' incidere in modo rilevante sul risultato dell'investimento da parte dei soggetti domestici che hanno l'euro come riferimento.

Alla luce di queste valutazioni le domande alle quali dare una risposta sono abbastanza scontate: riusciranno le borse nel loro complesso a proseguire sulla strada del rialzo e riuscira' la borsa Usa a mantenere il suo primato?

 

Per quello che riguarda la prima domanda si puo' fare riferimento al grafico dell'indice Msci World, sintesi delle borse mondiali. L'Msci World si muove al rialzo dai minimi del marzo 2009 a 527,4 punti seguendo un canale rialzista il cui limite superiore, passante a 1565 punti circa (distante quindi il 200% circa dai minimi del 2009!!!), e' stato superato proprio ad inizio dicembre.

La rottura del lato alto di un canale crescente e' un segnale di forza in quando segnala una accelerazione rispetto al tasso di crescita mantenuto dai prezzi fino a quel momento. Spesso il superamento della resistenza viene seguito da un movimento di ampiezza almeno pari a quella del canale stesso proiettata dal punto di rottura, con un obiettivo quindi nel caso specifico posto a 1850 punti circa.

Solo se le quotazioni dovessero ridiscendere al di sotto dei 1520/30 punti, dove transita la media mobile a 20 settimane, la possibilita' di assistere alla estensione del rialzo ipotizzata verrebbe messa in discussione. Tutto bene quindi? Non esattamente, il rialzo degli ultimi mesi ha infatti comportato lo sconfinamento in zona di ipercomprato da parte degli indicatori tecnici, come ad esempio l'Rsi a 14 settimane, giunto su valori che non venivano piu' toccati dall'agosto del 1997.

La permanenza in area di ipercomprato da parte di un grafico e' una indicazione della forza del trend ma spesso e' anche l'anticamera di una flessione: un eccesso di euforia, di ottimismo, difficilmente e' sostenibile per periodi prolungati. Lo scenario piu' probabile per l'immediato futuro quindi e' di una flessione dell'indice mondiale, pur in un contesto di fondo rialzista. L'incognita riguarda l'entita’ della correzione, valutata ormai come di probabile realizzazione: i movimenti correttivi di norma sono proporzionali all'estensione del movimento che vanno a ritracciare, ed essendo stata ampia l'ascesa dai minimi di inizio 2016 anche la sua correzione potrebbe risultare ampia.

Nel passato si sono manifestate alcune situazioni molto simili all’attuale, ad esempio durante il 2011, quando i prezzi, in corrispondenza di una condizione di evidente ipercomprato, hanno avviato un ripiegamento che li ha portati a ritracciare la meta' circa del rialzo accumulato dai minimi del 2009, oppure a meta' del 2013, con una ritracciamento di un terzo circa del movimento precedente. Con riferimento alla situazione attuale il rischio di movimenti tra i 1350 ed i 1450 punti dell'indice Msci World sembra quindi plausibile.  

La stessa condizione di "ipercomprato" la si ritrova anche sul grafico dell'indice Dow Jones Industrial dei 30 maggiori titoli della borsa Usa. In questo caso i valori raggiunti dall'indicatore sono ai massimi del marzo 1986, quindi una situazione eccezionale. Difficile credere quindi che anche la borsa Usa, a fronte di questo stato degli indicatori, possa proseguire ancora la sua corsa al rialzo senza incappare prima in una correzione.

E ancora una volta la materia delle previsioni non riguarda tanto l'eventualità che si possa realizzare un ribasso, ormai quasi certo, ma l'ampiezza che potrebbe avere. La violazione a 22975 della media mobile a 20 settimane sarebbe il segnale che la correzione e' attiva, obiettivi in quel caso tra i 20000 e i 21000 punti.

Movimenti limitati a quei livelli potrebbero essere presto riassorbiti da un nuovo uptrend e rappresenterebbero quindi una opportunita' di ingresso su livelli piu' interessanti degli attuali. La violazione di area 20000 imporrebbe invece una revisione del quadro prospettico anche di medio periodo, dal momento che in quel caso potrebbe realizzarsi la correzione non solo della fase rialzista intrapresa dai minimi di inizio 2016 ma di tutto l'uptrend in atto dal 2009, con il rischio di assistere a movimenti fino in area 15000/15500.

In sintesi, stando all'uso combinato di analisi statistica e tecnica si puo' ipotizzare di continuare a puntare sugli stessi indici azionari di successo nel 2017, con l'accortezza pero' di attendere la realizzazione di una probabile flessione, che potrebbe anche essere di ampiezza rilevante, prima di avviare la costituzione di nuovi portafogli di investimento per il 2018.


Security Name r/r

DOW JONES INDUS 5.356546855

S&P 500 INDEX 5.193364263

NASDAQ COMPOSIT 4.245792985

INDONESIA JAKAR 4.230965443

NASDAQ 100 INDE 3.795393277

TOPIX IDX TOKYO 2.898252378

INDIA BSE 500 I 2.720126114

AUSTRALIAN SYDN 2.678289125

SMI SWISS 2.51838607

CZECH PX GLOBAL 2.388503663

THAILAND SETI 2.375281521

NIKKEI 225 STOC 2.282473298

TEl AVIV 100 ID 2.114182272

IRELAND ISEQ20 1.906

AMSTERDAM EOE I 1.776007463

NORVEGIA OSE AL 1.753229077

DAX - DEUTSCHER 1.550727651

ARGENTINA MERVA 1.549273375

AUSTRIA ATX 1.513466566

RTS RUSSIAN 1.508390611

CAC 40 INDEX 1.459470662

HANGSENG HONGKO 1.128530362

PHILIPPINES PSE 1.110534389

PORTOGAL PSI20 0.933236328

ISE100 TURKEY 0.762988372

HUNGARY BUDAPES 0.75669499

FTSE 100 IDX 0.631744584

BELGIEN 20 INDE 0.618266896

 MIB 0.553191489

ATHENE GRECIA 0.482969545

BRAZIL BOVESPA 0.430750575

SEOUL KOSPI 0.19325445

SWEDEN OMX30 0.182437966

BRATISLAVA SAX 0.172909344

MADRID IBEX 35 0.036022248

S.AFRICA JSE 0.035043553

VENEZUELA CARAC 0.017959673

MALAYSIA KLSE -0.013585702

POLAND WIG30 -0.091342877

TAIWAN STOCK EX -0.743820956

MEXICAN SE IPC -0.978688191

CHINA SHANGAI -1.058350459

CHINA SHENZHEN -1.405378613

SRILANKA COLOMB -1.981871317

BUCHAREST -2.795140241