Borsa Usa, inciampo temporaneo o duraturo?

Secondo Bank of America Merrill Lynch il ribasso visto dai massimi di questa settimana e' gia' terminato. La stagione delle trimestrali sta arrivando alle ultime battute e gli investitori tornano a concentrarsi sul tema delle tensioni Usa - Cina, dal momento che la scadenza del 2 marzo (ultimatum Usa per l'applicazione di nuove tariffe sulle merci importate dalla Cina) e' alle porte. Nelle ultime ore e' circolata la voce che Trump e il presidente cinese Xi non si incontreranno prima della scadenza del 2 marzo, ma Bank of America Merrill Lynch fa notare che tale incontro non era in realta' in programma, quindi quella circolata sui mercati e' una non-notizia. Quello che invece BofA sottolinea e' che Trump vuole due cose, primo portare a casa l'accordo con la Cina in vista delle presidenziali e, secondo, non fare scendere la borsa, il cui andamento viene visto come un termometro del suo successo. Bank of America Merrill Lynch esorta quindi gli investitori ad essere fedeli alla borsa Usa e anzi ad adottare una strategia "buy-the-dip", cioe' di acquisto sulle correzioni (opposta a quella suggerita nel 2018 che era "sell-the-rip", ovvero di vendere sui rialzi). BofA suggerisce di guardare tre indicatori come anticipatori delle prospettive della borsa Usa, ovvero il Philadelphia Semiconductor Index, meglio conosciuto come "SOX", lo SPDR S&P Homebuilders ETF (XHB), e l'indice Kospi sudcoreano, tutti e tre ancora bullish. Altri riferimenti da seguire con attenzione, che invece inviano segnali meno chiari, sono la curva dei rendimenti, che rimane piatta, e l'ETF Us Retailers (XRT) che e' sceso sotto la sua media mobile a 50 giorni. Bank of America Merrill Lynch dice poi a mezza voce anche un'altra verita': uno dei temi dominanti in questo momento e' il fatto che la Fed ha sospeso la politica di rialzo dei tassi di interesse, fermando il rialzo del dollaro e rendendo nuovamente interessanti i paesi emergenti, che nella seconda meta' del 2018 erano invece entrati in crisi (o meglio le loro borse e il loro debito) proprio a causa del rafforzamento della moneta Usa. Il risultato e' che dal 2 gennaio all'8 febbraio gli investitori hanno comprato 36 miliardi di dollari di fondi obbligazionari e venduto 26 miliardi di azionario Usa e 7 miliardi di azionario Europa. Ci sono stati anche 16 miliardi di acquisti di azionario paesi emergenti. Nell'ultima settimana invece si sono registrate vendite per 400 milioni di dollari di metalli preziosi, il primo calo dopo 9 settimane di crescita delle posizioni, e acquisti di high yield bonds per 4,8 miliardi di dollari, l'importo maggiore degli ultimi 3 anni. Per il momento quindi l'uscita dall'azionario Usa e Europa resta un fenomeno ancora evidente, che ha ovviamente tolto carburante al rialzo delle azioni.

Per quello che riguarda gli altri indici "indicatori" suggeriti da BofA il SOX ha chiuso venerdi' a 1302 circa (minimo a 1279,67), rimbalzando quindi dalla media mobile semplice a 200 giorni, passante a 1296 circa, ma solo se tornasse oltre il top di mercoledi' a 1343,71 punti, dove si colloca il 78,6% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal top di settembre, le tensioni degli ultimi giorni risulterebbero rientrate. 

Il Kospi coreano ha completato un bel doppio minimo a fine gennaio superando il massimo di fine novembre a 2137 punti. Il rialzo si e' pero' fermato nelle ultime sedute contro la media esponenziale a 200 giorni, a 2215 circa. Sugli stessi livelli anche la trend line ribassista che scende dal top di gennaio 2018, il lato alto del gap ribassista dell'11 ottobre scorso e il 38,2% di ritracciamento del ribasso dagli stessi massimi. Solo il superamento di questo vero e proprio muro potrebbe confermare l'intonazione positiva derivante dalla presenza del doppio minimo. Discese fino a 2135/40 non cancellerebbero la speranza di un nuovo assalto alla resistenza critica di area 2215/20, sotto 2135/40 invece il quadro grafico risulterebbe molto indebolito.

L'Etf XHB (SPDR S&P Homebuilders) cresce con regolarita' da fine dicembre e anche venerdi' non ha inviato segnali di debolezza, terminando la seduta in rialzo dello 0,14%, lo SPDR S&P Retail ETF (XRT) ha invece lasciato sul terreno lo 0,61% ma resta nel trading range disegnato dal massimo del 1° settembre, del quale la media mobile esponenziale a 50 giorni, oggi a 44,12 circa, rappresenta la mediana. Solo sotto area 43,30 questo Etf invierebbe segnali di debolezza.

Effettivamente, a sostegno delle parole di Bank of America, e' possibile notare come il Dow Jones stia vendendo cara la pelle, le quotazioni si sono appoggiate infatti con i minimi di venerdi' sulla trend line ribassista che parte dai massimi di inizio ottobre e che passa dal top di inizio dicembre, superata al rialzo il 1° febbraio e ora rivista dall'alto come supporto, supporto dal quale e' partito un discreto rimbalzo nella seconda parte della seduta (che non ha comunque evitato una chiusura negativa, saldo -0,25%). E' comunque presto per sperare che il peggio sia alle spalle, come suggerisce Bank of America Merrill Lynch, con il ribasso di giovedi' infatti il Dow Jones ha completato quello che sembra essere un "wedge", figura di continuazione della precedente tendenza ribassista. Per il momento lo scenario resta aperto a tutte le evoluzioni, con la violazione di 24580, base del gap rialzista del 30 gennaio, che farebbe pendere la bilancia in favore del proseguimento (potenzialmente prolungato) del ribasso, e con la rottura di 25400/450 che metterebbe in discussione l'ipotesi del "wedge" e farebbe rientrare l'indice nel canale rialzista dell'ultimo mese circa.