Borsa Usa, il pericolo viene dell'Europa, non dalla Cina

Borsa Usa, il pericolo viene dell'Europa, non dalla Cina. Secondo alcuni osservatori il vero pericolo per l'andamento degli indici azionari Usa non sono i risultati dei negoziati tra Stati Uniti e Cina in tema di dazi e commercio ma e' l'andamento dell'economia europea. I titoli americani maggiormente esposti all'Europa nella prima parte dell'anno in corso hanno guadagnato in media il 23% a fronte di un rialzo del 15% dello S&P500 e del 12% delle azioni europee con prezzi espressi in dollari. Ecco perche' la minaccia di Trump di imporre 11 miliardi di nuovi dazi sulle merci europee ha destabilizzato oggi gli indici americani, con il Dow Jones in calo dello 0,72% e lo S&P500 dello 0,61%. “L’organizzazione mondiale del commercio (WTO) ha rilevato che i sussidi dell’Unione Europea ad Airbus hanno avuto un impatto negativo sugli Stati uniti, che ora imporranno dazi da 11 miliardi di dollari sui prodotti europei! L’Unione Europea si è approfittata per molti anni degli Stati Uniti sul commercio. Finirà presto!”, lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un tweet di oggi, preannunciando un nuovo scontro sui dazi con Bruxelles. Trump ha anche minacciato di fare imporre tariffe addizionali del 25% sulle auto in arrivo dal Vecchio Continente. Tutto questo in un momento in cui la crescita globale rallenta e quella dell'area euro rischia di farlo in modo ancora piu' marcato della media. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti tagliato le stime di crescita mondiale 2019 dal +3,5% previsto a gennaio a +3,3%. Invariato il +3,6% atteso per il 2020. L'eurozona passa a +1,3% da +1,6%, l'Italia a +0,1% da +0,6%. Gli USA a +2,3% da +2,5%. Migliorano, lievemente, solo le prospettive della Cina: +6,3% da +6,2%. L'andamento dei tassi di interesse sui Bund tedeschi sembra confermare che non ci sono aspettative di crescita particolarmente entusiasmanti, e' vero che i tassi sui decennali sono tenuti bassi anche per via del ruolo di bene rifugio che ricoprono i titoli di stato tedeschi, ma e' anche vero che rendimenti attorno allo 0% non si vedevano dall'ottobre del 2016 e da allora erano saliti anche fino allo 0,8% circa a febbraio dello scorso anno. E' evidente che un rallentamento dell'Europa danneggerebbe proprio quel basket di aziende Usa maggiormente legate al Vecchio Continente che ha sovraperformato il resto del mercato in questo primo trimestre del 2019. Le vendite delle aziende Usa appartenenti allo S&P500 nell'area dell'euro sono maggiori di quelle realizzate in Cina (22% contro il 27% del totale nel 2017) e il mercato per adesso sembra non essersene accorto. Le minacce di Trump questa volta, se messe veramente in pratica, in particolare i dazi del 25% sulle auto europee, potrebbero mettere una pietra tombale sul tentativo dell'eurozona di non approdare sulle secche della recessione ma potrebbero anche ritorcersi sull'andamento degli indici azionari americani, e il ribasso delle ultime ore ne e' solo un assaggio, insomma il classico cane che si morde la coda.

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