Borsa italiana in verde, Prysmian rimbalza

COMMENTO ALLA SEDUTA - Borsa italiana in verde, Prysmian rimbalza: FTSE Mib +0,27%. Il FTSE MIB segna +0,27%, il FTSE Italia All-Share +0,27%, il FTSE Italia Mid Cap +0,26%, il FTSE Italia STAR -0,06%.

Mercati azionari europei poco mossi: DAX +0,1%, FTSE 100 +0,4%, CAC 40 invariato, IBEX 35 -0,1%.

Future sugli indici azionari americani tra -0,1% e +0,2%. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,11% (nuovo massimo storico intraday), Nasdaq Composite -1,05%, Dow Jones Industrial +0,24% (nuovo massimo storico).

Mercato azionario giapponese debole, l'indice Nikkei 225 chiude a -0,37%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,53%, l'Hang Seng di Hong Kong a -1,01%.

Dopo il contrastato avvio d'ottava di Wall Street, segnato dalle nette perdite del settore tecnologico (il Nasdaq si è deprezzato dell'1,05% mentre Microsoft con un crollo del 3,77% è stato il peggiore titolo del Dow Jones Industrial Average), il sell-off abbattutosi sul comparto è proseguito in Asia facendo scivolare in secondo piano gli effetti rialzisti dell'approvazione da parte del Senato Usa della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump. Complessivamente la seduta è comunque contrastata visto che alle perdite dei titoli tecnologici si è affiancata la positiva performance di telecom e finanziari. Tendenza mista che è confermata dall'andamento poco mosso dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che rimane comunque in progresso di quasi il 30% da inizio 2017 e si avvia verso la migliore performance annuale dal 2010.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa contro le altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,10% ma la frenata del biglietto verde, dopo il rafforzamento arrivato insieme alla riforma fiscale, si accompagna a un declino di circa lo 0,20% per lo yen. Rialzo dello 0,60% invece per il dollaro australiano dopo che la Reserve Bank of Australia (Rba), come ampiamente previsto, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% ma ha anche migliorato l'outlook sull'inflazione. Fattore rialzista per la valuta anche i dati, superiori alle attese, sulle vendite retail, cresciute in Australia dello 0,5% sequenziale in ottobre.

Prysmian (+1,6% a 27,78 euro) rimbalza dopo il -4,07% di ieri in scia all'annuncio dell'acquisizione di General Cable (+35,4% a 29,45 dollari ieri sera al NYSE) a 30 dollari per azione e una valutazione, inclusiva della posizione finanziaria netta e altre passività della società, pari a circa 3 miliardi di dollari. Oggi Morgan Stanley conferma la raccomandazione buy su Prysmian e incrementa il target da 30 a 33 euro.

Positive Telecom Italia (+0,6%) e Mediaset (+1,8%). Oggi è in programma la riunione del cda della compagnia telefonica: sul tavolo l'esame del dossier relativo alla rete fissa e l'acquisto di contenuti da Mediaset Premium. Secondo indiscrezioni si discuterò anche della possibile revisione della proposta di joint venture con Canal+.

Tod's (+2,3%) in buona forma grazie a Deutsche Bank: gli analisti della banca tedesca hanno migliorato la raccomandazione sul titolo del gruppo di Diego Della Valle da hold a buy. Bene Moncler (+2,1%): anche sul titolo del gruppo di Remo Ruffini Deutsche Bank è passata da hold a buy.

Positiva A2A (+1,4%) grazie all'annuncio della condivisione tra le parti di un documento tecnico relativo al percorso di partnership industriale e societaria tra ACSM-AGAM, ASPEM, Lario Reti Holding, AEVV e A2A. La struttura dell’operazione prevede un passaggio preliminare nei Consigli Comunali interessati, da tenersi nel corso del mese di dicembre.

Ancora debole STMicroelectronics (-0,9%) con il settore: l'indice Philadelphia Semiconductor Sector Index ieri sera ha chiuso a -2,45%.

DATI ATTESI:
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 indice Markit PMI servizi e composito eurozona, alle 10:30 indice Markit PMI servizi Regno Unito, alle 11:00 vendite al dettaglio.
Negli USA alle 14:30 bilancia commerciale, alle 15:45 indice Markit PMI servizi, alle 16:00 indice ISM non manifatturiero, alle 21:30 scorte settimanali petrolio (API).