Borsa italiana in verde, bene BTP e spread

Borsa italiana in verde, bene BTP e spread. FTSE MIB +0,26%.

Il FTSE MIB segna +0,26%, il FTSE Italia All-Share +0,28%, il FTSE Italia Mid Cap +0,31%, il FTSE Italia STAR +0,23%.

BTP in ottima forma. Il decennale rende il 2,86% (-5 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 261 bp (-5 bp) (dati MTS).

Mercati azionari europei sopra la parità: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 +0,7%, DAX +0,1%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,4%.

Future sugli indici azionari americani stabili: S&P 500 invariato, NASDAQ 100 invariato, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,45%, NASDAQ Composite +0,42%, Dow Jones Industrial +0,51%.

Mercato azionario giapponese in rialzo, l'indice Nikkei 225 stamattina ha terminato a +0,97%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 (Shanghai e Shenzhen) ha chiuso +0,72%, l'Hang Seng (Hong Kong) a +0,55%.

Performance positive per i petroliferi Saipem +1,7%, Tenaris +0,2% ed Eni +0,6%, con il greggio che sale sui massimi da circa un mese: il future marzo sul Brent segna 62,20 $/barile, il future febbraio sul WTI 53,10 $/barile.

Debole il lusso dopo il report negativo di Jefferies sul settore e le parole di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha sollevato timori di rallentamento dell'economia globale, e in particolare di quella cinese (area sensibile per il comparto). In rosso Moncler -0,1% e soprattutto Salvatore Ferragamo -2,4% a 17,40 euro: Jefferies ha peggiorato il giudizio a underperform e tagliato consistentemente il target da 21 a 14 euro.

Incerto il settore auto con Brembo in rosso, -2,9% a 9,9850 euro, dopo che Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione da buy a hold e ridotto il target da 12 a 11 euro. Sale Pirelli&C +1,8%, mentre FCA +0,4% oscilla sopra la parità dopo il comunicato ufficiale sulla risoluzione dei contenziosi in materia di emissioni diesel negli USA. Il Lingotto pagherà circa 800 milioni di dollari tra sanzioni e transazioni, somma "in linea con l’accantonamento effettuato dalla società a tale fine nel terzo trimestre del 2018".

UniCredit, +0,2% a 10,5260 euro, poco mossa in avvio di seduta in scia alla decisione di Deutsche Bank di ridurre il target del titolo da 19 a 15 euro. Ma il focus è soprattutto sulle indiscrezioni di stampa secondo cui governo, autorità e advisor di Banca Carige stanno premendo sull'istituto guidato da Jean Pierre Mustier per convincerlo ad ad acquisire la banca ligure commissariata a inizio anno dalla BCE. UniCredit avrebbe già respinto più volte gli inviti ma, se questi si ripetessero, alla fine difficilmente potrà tirarsi indietro. Sempre secondo indiscrezioni Mustier potrebbe però acconsentire solo a parità di condizioni con l'intervento di Intesa Sanpaolo sulle banche venete di un anno e mezzo fa: l'acquisizione di BP Vicenza e Veneto Banca avvenne a un prezzo simbolico di 1 euro e con un contributo pubblico di circa 5,2 miliardi di euro più garanzie pubbliche per 1,5 miliardi (il titolo Intesa scattò al rialzo in quell'occasione).

TITOLO DEL GIORNO: AZIMUT
 Azimut Holding perde terreno all'indomani della pubblicazione dei dati sulla raccolta a dicembre, risultata pari a 163 milioni di euro. Si tratta di un valore deludente secondo alcuni analisti e in netto calo rispetto ai 356 milioni di novembre e molto peggio se confrontati con i 926 milioni di dicembre 2017 (circa 700 milioni al netto delle acquisizioni). Il titolo e' vicino a supporti molto rilevanti, che potrebbero dimostrarsi determinanti per mantenere vive le speranze di un rimbalzo. Azimut e' infatti sceso con i minimi a 9,25 della settimana terminata il 28 dicembre (min del 10 gennaio a 9,984), una bella candela a forma di "martello",  a testare con precisione millimetrica il 78,6% di ritracciamento del rialzo dai minimi di settembre 2011, livello praticamente allineato con i massimi del 2010. Questa percentuale di ritorno e' l'ultima della scala dei ritracciamenti di Fibonacci alla quale appellarsi per evitare un ritorno del 100%, ovvero, in questo caso, ribassi fino ai 3,95 euro (c'e' un supporto intermedio a 7,50 circa, linea che sale dai minimi di inizio 2009, ma potrebbe non bastare a contenere la discesa in caso di violazione di 9,25). La tenuta del 78,6% di ritracciamento, tra l'altro testato come detto sul grafico settimanale con un "martello" (candela che conferma con la sua comparsa l'importanza del supporto toccato), e' pero' solo il primo passo verso un recupero duraturo di un trend positivo, che necessita del superamento di resistenze chiave per trovare conferme. Di positivo c'e' il fatto che anche in termini di onde di Elliott con i minimi di dicembre potremmo ipotizzare il termine di una fase ribassista e quindi l'avvio di un rialzo ampio: la discesa dal picco del maggio 2015 sarebbe la A di una terna correttiva, il rialzo fino al top di maggio meta' 2017 (bell'esempio di "hanging man" sul grafico settimanale) la onda B, la discesa fino ai minimi di dicembre 2018 la C (in nota la conta dettagliata). Dopo questo ABC nella peggiore delle ipotesi potremmo attenderci una |B| rialzista di ordine superiore (l'ABC sarebbe quindi solo la |A| di una terna piu' complessa), nella migliore la ripresa del trend rialzista di lungo periodo, quello visto dai minimi del 2009. La ricopertura del gap ribassista del maggio 2018, a 16 euro, potrebbe rappresentare un target conservativo per il rimbalzo. Oltre quei livelli resistenze a 18 e 22 euro almeno. Sotto i 9 euro le ipotesi di rialzo di medio lungo periodo verrebbero negate, rischio di cali verso i 4 euro. Su Azimut Megatrader (www.megatrader.it) ha posizione "long" dall'8 gennaio acquisita a 10,38 euro. Il titolo ha valutazione 5 stelle su un massimo di 5, tendeza di breve e di medio periodo al rialzo, quella di lungo termine per il momento ancora neutrale (da ribassista).
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 produzione industriale Italia, alle 10:30 PIL mensile, produzione industriale/manifatturiera e bilancia commerciale Regno Unito.
Negli USA alle 14:30 inflazione.