Borsa italiana tenta un recupero, BPER sotto i riflettori

Borsa italiana tenta un recupero, BPER sotto i riflettori. FTSE MIB +0,50%. Il FTSE MIB segna +0,50%, il FTSE Italia All-Share +0,46%, il FTSE Italia Mid Cap +0,16%, il FTSE Italia STAR -0,13%.

BTP in recupero dopo il tonfo di ieri. Il decennale rende il 2,92% (-5 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 281 bp (-5 bp) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 +0,2%, DAX +0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari americani deboli: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,5%, Dow Jones Industrial -0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,94%, NASDAQ Composite -1,18%, Dow Jones Industrial -0,87%.

Mercato azionario giapponese negativo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -2,01%. Borse cinesi incerte:Shanghai e Shenzhen chiuse per festività, l'indice Hang Seng di Hong Kong ha terminato a -0,16%.

BPER Banca, +7,3%, scatta in avanti in scia ai dati di bilancio. Il 2018 è andato in archivio con il record storico di profitti: 402 milioni di euro contro i 176 del 2017. Migliora anche la qualità dell'attivo, con l'NPE ratio netto al 6,8% dal 9,2% del 1° gennaio 2018. Solida la posizione patrimoniale: il CET1 ratio Fully Phased è pari all’11,9% sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2018, mentre il CET1 ratio Phased In si attesta al 14,3%, ben al di sopra del requisito SREP fissato dalla BCE per il 2019 al 9,0%. Come anticipato dalle indiscrezioni delle ultime settimane BPER ha anche siglato l'acquisto delle quote di minoranza nel Banco di Sardegna e soprattutto quella di Unipol Banca da Unipol per 220 milioni di euro, con contestuale vendita al gruppo bolognese di crediti in sofferenza per un ammontare lordo pari a 1,3 miliardi di euro, a fronte di un corrispettivo di 130 milioni. La banca guidata dall'a.d. Alessandro Vandelli presenterà il piano strategico 2019-2021 il prossimo 28 febbraio.

Sale UniCredit +1,8% a 10,32 euro. Citigroup ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, Mediobanca ha confermato il giudizio outperform e incrementato il target da 15 a 16 euro. Ieri UniCredit aveva chiuso a -1,92% una seduta iniziata bene in scia ai dati dello scorso esercizio: il 2018 è andato in archivio con utile rettificato in crescita del 7,7% a 3,852 miliardi di euro (consensus 2,873 miliardi), con accelerazione nel trim4: 840 milioni, +19,9% a/a e "Migliore quarto trimestre per la seconda volta negli ultimi 10 anni" (consensus: 719 milioni). Confermato l'obiettivo di utile netto a fine 2019 pari a 4,7 miliardi di euro (consensus 4,355 miliardi).

Positiva Buzzi Unicem +2,4%. Ieri il cda ha esaminato i dati preliminari relativi all’esercizio 2018, periodo archiviato con ricavi consolidati in aumentato del 2,4%, da 2,806 a 2,873 miliardi di euro. Il titolo approfitta probabilmente della forza del dollaro nelle ultime sedute: il biglietto verde oscilla sui massimi dal 25 gennaio contro euro. Buzzi Unicem ha negli USA il mercato principale.

CNH Industrial, +2,4% a 9,22 euro, guadagna ulteriore terreno dopo il +1,21% di ieri. Banca IMI ha confermato la raccomandazione buy sul titolo e incrementato il target da 11,40 a 12,20 euro. CNH ha mandato in archivio l'esercizio 2018 con utile netto adjusted pari a 1,117 miliardi di dollari rispetto a 651 milioni nel 2017. Il risultato diluito per azione adjusted nel 2018 è stato pari a 0,80 dollari per azione, in crescita del 74% rispetto al 2017. L’indebitamento netto industriale è pari a 0,6 miliardi di dollari al 31 dicembre 2018, in calo di 1,4 miliardi di dollari e di 0,3 miliardi di dollari rispetto al 30 settembre 2018 e al 31 dicembre 2017, rispettivamente, per effetto di una forte generazione di cassa nel quarto trimestre. Il dividendo proposto dal cda è pari a 0,18 euro per azione, +30% circa rispetto al dividendo dell’anno precedente. Per il 2019 CNH prevede ricavi netti delle attività industriali a circa 28 miliardi di dollari, risultato diluito per azione adjusted in crescita tra il 5% e il 10% rispetto al 2018 nell’intervallo tra 0,84 e 0,88 dollari per azione, indebitamento netto industriale a fine 2019 tra 0,4 e 0,2 miliardi di dollari.

UBI Banca -2,1% in flessione dopo i dati 2018. L'utile dell’esercizio, al netto delle poste non ricorrenti, si attesta a 302,4 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 188,7 milioni del 2017 e miglior risultato degli ultimi 10 anni. Nel quarto trimestre il tasso di crescita dei profitti ha subito un rallentamento, e alcuni indicatori fondamentali come margine di interesse e commissioni netto sono stati leggermente inferiori al consensus. I crediti deteriorati lordi scendono al 10,42% del totale crediti verso la clientela, dall’11,14% al 30 settembre 2018 e dal 12,85% di inizio 2018. Peggiorano leggermente i ratio patrimoniali: al 31 dicembre 2018 il CET1 fully loaded si attesta all’11,34% (11,42% al 30 settembre 2018) includendo l’aggiornamento delle serie storiche nei modelli interni, il CET1 phased in all’11,70% (11,79% al 30 settembre 2018). Il cda proporrà un dividendo di 12 centesimi per azione, contro gli 11 dell'anno scorso. Il consigliere delegato Victor Massiah auspica che il prossimo cda (imminente il passaggio al sistema monistico) produca un nuovo piano industriale (anche se quello attuale scade a fine 2020) al fine di aggiornare gli obiettivi alla luce del differente scenario che si prospetta (tassi di mercato negativi rispetto alla previsione di tassi leggermente positivi nel 2019, crescita prevista del PIL dallo 0,2% allo 0,6% anziché allo 0,9% previsto nel Piano Industriale, credit spread più elevati, incertezze sui mercati nazionali e internazionali). L’utile normalizzato, in base al quale il management calcola il dividendo proponibile, è stimato in crescita nel 2019 rispetto al 2018.

TITOLO DEL GIORNO: CNH
 Seduta positiva giovedì per CNH Industrial. La società ha chiuso il 2018 con utile netto adjusted pari a 1,117 miliardi di dollari rispetto a 651 milioni nel 2017. Il risultato diluito per azione adjusted nel 2018 è stato pari a 0,80 dollari per azione, in crescita del 74% rispetto al 2017. La pubblicazione dei risultati ha determinato un cambio di rotta del titolo, in forte ripresa dopo una mattinata trascorsa in territorio negativo. Lo slancio ha permesso ai prezzi di superare la media mobile a 100 giorni, in transito a 8,90 euro e a raggiungere a circa 9,30 i top di dicembre. Oltre questo ostacolo verrebbero gettate le basi per una estensione del rimbalzo partito a gennaio ma solo sopra la trend line tracciata dai top di un anno fa, passante da 9,80, giungerebbero segnali convincenti di ripresa per obiettivi a 10 euro poi fino a 10,70 circa. Discese sotto 8,55 indebolirebbero nuovamente la struttura di breve termine preludendo a un nuovo test in area 7,60.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 produzione industriale Italia.