Borsa italiana sopra la parità

: Ftse Mib +0,18%. Il Ftse Mib segna +0,18%, il Ftse Italia All-Share +0,16%, il Ftse Italia Mid Cap +0,03%, il Ftse Italia Star +0,30%.

Mercati azionari europei poco mossi. DAX invariato, FTSE 100 +0,4%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 -0,1%.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,47% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite +0,61%, Dow Jones Industrial +0,39% (nuovo massimo storico).

Mercato azionario giapponese chiuso per festività. Borse cinesi complessivamente deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -1,07%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,3%.

Tokyo rimane chiusa per la celebrazione dell’Umi no Hi (il Giorno dell’oceano) e sotto i riflettori finiscono i mercati cinesi. Shanghai e Shenzhen hanno toccato in apertura perdite del 3-4% dopo che la People's Bank of China (PboC, l’istituto centrale di Pechino) ha iniettato 140 miliardi di yuan (pari a oltre 18 miliardi di euro) nel mercato interbancario, spingendo gli investitori a riposizionare i loro portafogli. Si tratta dell’intervento più corposo dallo scorso 6 giugno. Lo sguardo era però puntato sui dati macroeconomici, che hanno comunque portato ottimismo. Nel secondo trimestre il Pil della Cina è cresciuto del 6,9% come nei primi tre mesi dell’anno (e contro il 6,8% del quarto trimestre 2016). Il dato è superiore al 6,8% del consensus del Wall Street Journal e al 6,7% registrato nell’intero 2016. Positive anche le letture relative a produzione industriale, vendite retail e investimenti in fixed asset, ma i mercati restano in declino.

Telecom Italia (+0,9%) recupera terreno dopo il -2,72% di venerdì con cui il titolo ha annullato buona parte dei progressi visti nelle sedute precedenti. L'accelerazione ribassista accusata nel pomeriggio è stata determinata dalle indiscrezioni che danno per ormai insanabili i contrasti tra il manager e l'azionista di riferimento, Vivendi. Alcuni rumors indicano addirittura per possibile l'uscita di Cattaneo prima del cda del 27 luglio chiamato ad approvare i conti trimestrali, ma nel fine settimana il Corriere della Sera ha depotenziato questa ipotesi. Segnali di distensione sono giunti da un'intervista del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: è stato infatti il botta e risposta tra lui e Cattaneo sui bandi Infratel a dare il via alle tensioni con Vivendi.

Buon inizio di settimana per Prysmian (+1,5%), STMicroelectronics (+2%), in vista dei dati del secondo trimestre in programma il 26 luglio, e FCA (+1,1%) che recupera dopo la flessione di venerdì in scia ai richiami per 1,33 milioni di veicoli: l'intonazione del titolo resta positiva grazie alle attese per un accordo entro breve con l'EPA (l'agenzia per la protezione dell'ambiente americana) per ottenere il via libera alla vendita dei veicoli diesel prodotti nel 2017.

Petroliferi in buona forma con il greggio sui massimi da inizio luglio. Il future settembre sul Brent al momento segna 49,20 $/barile circa, il future agosto sul WTI segna 46,80 $/barile circa. Positive Tenaris (+1,4%), Saipem (+1,2%) ed Eni (+0,2%). Sale anche Trevi (+1,4%), società attiva anche nelle infrastrutture per il settore oil&gas.

Sottotono i bancari con l'indice Ftse Italia Banche a -0,1%. Vendite su Banco BPM (-0,3%) e UniCredit (-0,4%): quest'ultima ha annunciato la sottoscrizione degli accordi definitivi di cessione con Pimco e Fortress. Ai sensi di tali accordi, i veicoli di cartolarizzazione potranno acquistare il portafoglio di sofferenze di 17,7 miliardi di euro per i segmenti relativi alle rispettive partecipazioni di Pimco e Fortress, come definito nella Fase 1 del progetto FINO.

In verde Banca Carige (+1,1%), grazie alla decisione di Moody's di migliorare il rating a lungo termine sui depositi di Banca Carige da Caa1 a B3 e quello sul rischio di controparte da Caa1 a B3, mentre ha confermato i rating emittente a Caa2.

DATI ATTESI:

Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 11:00 inflazione eurozona e negli USA alle 14:30 indice Empire State Manufacturing.