Borsa italiana sopra i minimi di apertura dopo il sell-off a Wall Street

Borsa italiana sopra i minimi di apertura dopo il sell-off a Wall Street: FTSE MIB -1,66%. Il FTSE MIB segna -1,66%, il FTSE Italia All-Share -1,69%, il FTSE Italia Mid Cap -1,76%, il FTSE Italia STAR -2,18%.

Mercati azionari europei negativi: DAX -1,9%, FTSE 100 -1,9%, CAC 40 -1,7%, IBEX 35 -1,71%. Ancora in primo piano le aspettative di ripresa dell'inflazione che potrebbe spingere le banche centrali ad una politica monetaria più restrittiva.

Future sugli indici azionari americani in recupero dopo il crollo di ieri: S&P 500 +1%, NASDAQ 100 +1,2%, Dow Jones Industrial +0,5%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -4,10%, NASDAQ Composite -3,78%, Dow Jones Industrial -4,60%.

Mercato azionario giapponese in pesante flessione, il Nikkei 225 chiude a -4,73%. Borse cinesi in netto calo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -2,93%, l'Hang Seng di Hong Kong a -5,12%.

Dopo il lunedì nero di Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa il Dow Jones Industrial Average, crollato del 4,60% con tutti i suoi membri in negativo, come successo per altro già venerdì), il sell-off prosegue al riavvio degli scambi in Asia. Gli investitori si muovono in massa sui beni-rifugio in scia ai timori, innescati venerdì dai dati sul lavoro Usa, per la ripresa dell'inflazione e una conseguente accelerazione nel rialzo dei tassi d'interesse. L'oro guadagna intorno allo 0,30% ma i riflettori sono tutti sul mercato dei cambi, con lo yen in crescita dello 0,30% circa dopo essersi apprezzato dell'1% sul dollaro nella precedente seduta. E a Tokyo è sell-off: il Nikkei 225 chiude con un crollo del 4,73% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi del 4,40%), peggiore performance giornaliera dal novembre 2016.

Settore auto sotto pressione: in netto calo FCA (-3%), Pirelli & C (-2,3%), Ferrari (-2,3%), Brembo (-2,4%), Sogefi (-1,5%). Male anche CNH Industrial (-2,9%).

Male i petroliferi con il greggio in netto ribasso: il future aprile sul Brent segna 67,15 $/barile dopo aver toccato i minimi da inizio gennaio, il contratto marzo sul WTI segna 63,70 $/barile (minimi dal 22 gennaio). Eni -2,2%, Tenaris -2,2%, Saipem -3%, Saras -2,4%.

Vendite sul risparmio gestito con FinecoBank -3,2%, Banca Generali -3,1%, Azimut Holding -2,2%.

In rosso i bancari ma il FTSE Italia Banche (-0,8%) perde meno del mercato: merito di Intesa Sanpaolo (+0,1%) che approfitta dei dati 2017. L'utile netto normalizzato sale del 23% a/a a 3,813 miliardi di euro con un'accelerazione nel quarto trimestre (1,344 miliardi contro gli 0,776 dello stesso periodo del 2016), il risultato della gestione operativa segna +2% a/a e +9,5% nel trim4. Il cda ha anche varato il piano 2018-2021: l'utile netto normalizzato è previsto a 6 miliardi a fine periodo, il risultato della gestione operativa a 11,4 miliardi (da 8 nel 2017). Per quanto riguarda i crediti deteriorati lordi il piano contempla un dimezzamento dai 52,1 miliardi del 2017 a 26,4 nel 2021. La piattaforma di recupero crediti sarà societarizzata in una newco, con possibile partnership con un operatore industriale. Forte l'impegno nei confronti degli azionisti: previsti dividendi cash con payout ratio dell’ 85% per il 2018, 80% per il 2019, 75% per il 2020 e 70% per il 2021. Decisa anche la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in ordinarie, sulla base di un rapporto pari a 1,04 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio senza pagamento di alcun conguaglio in denaro: la conversione genererà un effetto positivo di 18 punti base sul Common Equity Tier 1 ratio.

DATI ATTESI:
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo negli USA alle 14:30 bilancia commerciale, alle 16:00 indice JOLTS (mercato del lavoro), alle 22:30 scorte settimanali petrolio (API).