Borsa italiana in rosso dopo il rimbalzo di ieri

Borsa italiana in rosso dopo il rimbalzo di ieri: FTSE MIB -0,58%. Il FTSE MIB segna -0,58%, il FTSE Italia All-Share -0,60%, il FTSE Italia Mid Cap -0,74%, il FTSE Italia STAR -0,57%.

Mercati azionari europei negativi: DAX -0,7%, FTSE 100 -0,4%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,8%.

Future sugli indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,50%, NASDAQ Composite -0,90%, Dow Jones Industrial -0,08%.

Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 chiude a +1,13%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,95%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,42%.

Sul fronte macroeconomico, l’indice Economy Watchers del Giappone è calato in gennaio a 49,9 punti dai 53,9 punti di dicembre (54,1 punti in novembre) e contro i 53,7 punti stimati dagli economisti. Si tratta del livello più basso dai 49,7 punti dell'agosto scorso.

In Cina lo yuan ha registrato il più netto declino dall'agosto 2015 in scia a dati relativi alla bilancia commerciale di Pechino che in gennaio vedono l'export crescere dell'11,1% annuo a fronte, però, del rimbalzo del 36,9% dell'import: il surplus è così sceso a 20,34 miliardi di dollari, ampiamente sotto ai 54,10 miliardi del consensus di Reuters.

Netto progresso per UniCredit (+2,3%) che chiude il 2017 e il quarto trimestre con conti positivi e migliori delle attese. L'esercizio è andato in archivio con utile netto rettificato pari a 3,7 miliardi di euro e utile netto contabile a 5,5 miliardi (consensus 5,188), mentre nel quarto trimestre l'utile netto rettificato si è attestato a 708 milioni e l'utile netto contabile a 801 milioni (consensus 523). Secondo il management il piano Transform 2019 è in anticipo rispetto ai tempi previsti: i crediti deteriorati netti sono diminuiti a 21,2 miliardi (-15,2 per cento a/a), progredendo verso l'obiettivo del piano a 20,2 miliardi. Il dividendo 2017 è fissato a 0,32 centesimi per azione, pari a un payout ratio del 20% sugli utili normalizzati: per il 2018 il payout salirà al 30%. Il CEO Jean-Pierre Mustier prevede per l'attuale esercizio profitti compresi tra 3,7 e 4,7 miliardi di euro.

Anche Banco BPM (+3,3%) ha pubblicato dati 2017 positivi: profitti contabili pari a 2,616 miliardi di euro (da -1,614 miliardi nel 2016) e rettificati pari a 558 milioni (da -1,335 miliardi). Il nuovo piano di derisking prevede un target di cessioni di npl pari a 13 miliardi di euro al 2020, contro gli 8 del piano strategico 2016-2019 concordato con la BCE nell‘ambito della progetto di integrazione tra Banco Popolare e Banca BPM. Dei 5 miliardi di cessioni aggiuntive 2 verranno effettuate entro giugno mediante cartolarizzazione assistita da Gacs (la garanzia pubblica): confermate quindi le indiscrezioni di MF-Milano Finanza di fine gennaio.

Inizio di seduta negativo per Recordati -2,8%, Ferragamo -2,5%, Campari -1,6%, STMicroelectronics -1,6%, Atlantia -1,3%.

Vendite sui petroliferi in scia alla netta flessione del greggio, sceso sui minimi da fine dicembre/inizio gennaio: il future aprile sul Brent segna 65,35 $/barile, il contratto marzo sul WTI segna 61,60 $/barile. Sotto pressione Saipem -2,7%, Tenaris -1,9%, Eni -1,0%. In verde Saras (+1,2%) che però è attiva nella raffinazione della materia prima.

Deboli le utlity in scia al rialzo dei rendimenti eurozona. L'indice EURO STOXX Utilities segna -0,7%, il FTSE Italia Servizi Pubblici -1,5%. Vendite su Enel -1,7%, A2A -1,6%, Snam -1,5%.

DATI ATTESI:
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 bollettino mensile BCE, alle 13:00 riunione BoE e Inflation Report (BoE).
Alle 14:30 negli USA richieste settimanali sussidi disoccupazione.