Borsa italiana in rosso con finanziari e petroliferi

Borsa italiana in rosso: Ftse Mib -0,74%. Il Ftse Mib segna -0,74%, il Ftse Italia All-Share -0,75%, il Ftse Italia Mid Cap -0,97%, il Ftse Italia Star -1,00%.

Mercati azionari europei deboli. DAX -0,2%, FTSE 100 -0,8%, CAC 40 -0,7%, IBEX 35 -0,8%.

Future sugli indici azionari americani in lieve calo. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -1,45%, Nasdaq Composite -2,13% Dow Jones Industrial -0,93%.

Secondo quanto comunicato dal londinese National Institute of Economic and Social Research (Niesr), la crescita dell’economia della Gran Bretagna ha rallentato allo 0,2% sequenziale nei tre mesi alla fine di luglio, rispetto allo 0,3% registrato nel secondo trimestre. Dal punto di vista dell’outlook l’istituto prevede che la crescita si rafforzi intorno allo 0,4-0,5% anche se rimane sotto allo 0,6% della tendenza di lungo periodo.

Mercato azionario giapponese chiuso per festività: ieri l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,05%. Borse cinesi in netto ribasso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -1,85%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -2% circa.

Le tensioni tra Usa e Corea del Nord continuano a condizionare in negativo i mercati dell’Asia, che si avviano a chiudere la peggiore ottava dal mese di marzo. In una seduta in cui la piazza di Tokyo resta chiusa per la celebrazione del giorno della Montagna, l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde oltre l’1,50% in quella che è la performance più negativa addirittura da dicembre (e nell’ottava l’indice è in flessione del 2,50%).

 Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la valuta Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso mentre lo yen guadagna circa lo 0,20% sul biglietto verde. Il più colpito rimane, per ovvi motivi, il won sudcoreano, in declino dello 0,50% sul dollaro e per la prima volta in un mese sceso sotto la media mobile di 200 giorni (la performance è la peggiore da marzo). 

A Seoul il Kospi perde circa l’1,80% e la piazza sudcoreana condivide con quella di Hong Kong la flessione più netta tra i principali indici della regione: l’Hang Seng, deprezzatosi già dell’1,13% giovedì, è infatti in contrazione dell’1,70% circa (fa anche peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno all’1,90%).

Sul fronte delle materie prime, il bene-rifugio oro si avvia verso un guadagno ampiamente superiore al 2% nell’intera settimana, mentre il petrolio perde circa l’1% dopo il crollo del 2% della precedente sessione. A Sydney le perdite sono generalizzate: male petroliferi, ma anche minerari e finanziari ed è dell’1,18% il declino dell’S&P/ASX 200 in chiusura. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in flessione dell’1,30% entrambi. Più limitata la perdita dello Shenzhen Composite, in arretramento comunque dello 0,80% circa.

Ancora in rosso i finanziari con l'indice Ftse Italia Finanza a -0,6%. Vendite su UBI Banca (-1,6%), Unipol (-1,5%), UnipolSai (-1,4%), Azimut Holding (-1,2%).

Il dollaro si indebolisce rispetto a ieri e i titoli dei gruppi esposti sul biglietto verde perdono terreno: CNH Industrial (-1,9%), STMicroelectronics (-1,7%), Ferrari (-1,7%).

In flessione anche i petroliferi Eni (-0,5%), Tenaris (-1,3%), Saipem (-0,9%). Il greggio è in forte calo dai massimi di ieri a inizio pomeriggio. Il future ottobre sul Brent segna 51,50 $/barile (da 53,60 circa, top da fine maggio), il future settembre sul WTI segna 48,20 $/barile (da 50,20 circa).