Borsa italiana in rosso con bancari e auto

Borsa italiana in rosso con bancari e auto. FTSE MIB -0,55%.

Il FTSE MIB segna -0,55%, il FTSE Italia All-Share -0,53%, il FTSE Italia Mid Cap -0,45%, il FTSE Italia STAR -0,30%.

Mercati azionari europei sotto la parità: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,1%, DAX -0,1%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,4%.

Future sugli indici azionari americani deboli: S&P 500 -0,2%, NASDAQ 100 -0,4%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,56%, NASDAQ Composite -0,38%, Dow Jones Industrial +0,76%.

Mercato azionario giapponese in recupero, stamattina il Nikkei 225 ha terminato la seduta a +1,14%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 (Shanghai e Shenzhen) ha chiuso a -0,60%, l'Hang Seng (Hong Kong) a +0,72%.

Partenza debole per i bancari in scia ai BTP: il rendimento del decennale sale di 4 bp a 3,35%, lo spread sul Bund a 292 bp (+3). L'indice FTSE Italia Banche segna -1,0%. In rosso FinecoBank (-1,8%), Banco BPM (-1,5%), UBI Banca (-1,3%), Intesa Sanpaolo (-1,0%).

Ferrari (-2,5% a 100,60 euro) in ulteriore flessione dopo il -1,06% di ieri in scia ai dati trimestrali, in crescita ma sostanzialmente in linea con le attese: consegne +11% a/a, ricavi +0,3% a/a, utile netto adjusted +5% a/a. Confermata la guidance 2018. Oggi Societe Generale ha confermato la raccomandazione hold e ridotto il target da 113 a 103,50 euro.

Deboli anche gli altri automobilistici Pirelli&C (-1,6%), Brembo (-1,4%), FCA (-0,9%).

Telecom Italia (-0,8% a 0,5312 euro) perde terreno. Jefferies conferma la raccomandazione buy ma riduce il target da 1,00 a 0,75 euro. Gli analisti del broker hanno abbassato dell'1-5 per cento le stime sui ricavi del periodo 2018-2021 e del 5-9 per cento quelle sull'EBITDA. Giovedì prossimo si terrà il cda per l'approvazione dei conti al 30 settembre: Jefferies si attende pressioni al ribasso sui ricavi del mobile domestico (per effetto dell'incremento della concorrenza portato da Iliad, ndr) e pone il focus sulla guidance.

Lieve calo per Atlantia (-0,4%) dopo che Standard & Poor’s ha rivisto il rating della capogruppo e della controllata Autostrade per l’Italia da BBB+ a BBB, mentre è stato confermato il rating BBB+ di Aeroporti di Roma. Inoltre l'outlook di tutti i rating del gruppo è passato da "sotto osservazione" a negativo. L'agenzia ha motivato la decisione con le incertezze a livello operativo e regolatorio derivanti dal crollo del ponte Morandi a Genova. Gli analisti di S&P ritengono comunque improbabile un declassamento a livello junk (sotto BBB-). Riguardo al crollo del ponte, Repubblica oggi rivela le conclusioni cui sono giunti i due periti incaricati dalla Procura di Genova: il ponte è collassato a causa del cedimento dello strallo della pila 9, quello esposto a sud e al salino del mare. Vi sarebbe quindi una responsabilità di Autostrade per scarsa manutenzione.

Avvio positivo per Mediaset (+2,9%) che archivia i primi nove mesi del 2018 con un +2,5% a/a nella raccolta pubblicitaria. Lo ha dichiarato al Sole 24 Ore il consigliere, e a.d. di Publitalia '80 (concessionaria esclusiva di pubblicità del gruppo Mediaset in Italia), Stefano Sala: l'obiettivo è chiudere il 2018 in positivo. Secondo indiscrezioni del quotidiano finanziario, il gruppo di Cologno Monzese ha esercitato l'opzione di vendita a Sky di R2, la piattaforma su cui "gira" la pay tv Mediaset Premium.

TITOLO DEL GIORNO: INTESA SP
 Male Intesa Sanpaolo in avvio di settimana: Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a sell e tagliato il target da 2,70 a 1,95 euro. Intesa Sanpaolo è risultata la migliore tra le banche italiane sottoposte allo stress test EBA: il CET1 ratio fully loaded nel caso avverso si pone al 9,66%, contro il 9,34% di UniCredit, il 7,46% di UBI Banca e il 6,67% di Banco BPM. Secondo gli analisti di Goldman Sachs i risultati reddituali di Intesa (tra i più brillanti attualmente) sono destinati a subire il peggioramento dello scenario macroeconomico. Sicuramente il titolo non è poi aiutato dal lieve rialzo di rendimenti e spread dei BTP (3,34% per il decennale, +1 bp, spread sul Bund a 291 bp da 287). Il titolo ha toccato un minimo intraday lunedì a 1,9524 euro rimbalzando poi in area 1,97, comunque al di sotto della chiusura di venerdì a 2,0065 euro. Le quotazioni tornano quindi ad avvicinarsi all'area critica di supporto dei 1,885 euro, dove transitano la trend line crescente disegnata dai minimi di luglio 2012 oltre che il 78,6% di ritracciamento del rialzo dai minimi di giugno 2016, ultimo della serie dei ritracciamenti di Fibonacci a separare il grafico dal ritorno sull'origine del precedente rialzo, i minimi del giugno 2016 a 1,6810 euro. La violazione di area 1,885 sarebbe quindi da leggere come un segnale di ulteriore deterioramento di un quadro grafico già reso delicato dall'incrocio ribassista avvenuto a giugno delle medie mobili esponenziali a 100 e 200 giorni (ora resistenza rispettivamente a 2,30 e a 2,48 euro). Solo la rottura a 2,02 della media esponenziale a 20 sedute, già testata senza successo il 30 ottobre e il 2 novembre, potrebbe segnalare un ritorno di forza, limitatamente comunque al breve termine. Oltre area 2,11 si potrebbe invece iniziare a sperare nella ricopertura del gap ribassista del 28 settembre, a 2,33, resistenza oltre la quale un eventuale rimbalzo acquisterebbe maggiore credibilità.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 indice Markit PMI servizi finale eurozona, alle 11:00 indice prezzi alla produzione eurozona.
Negli USA alle 16:00 indice JOLTS (mercato del lavoro), alle 22:30 scorte settimanali petrolio (API).