Borsa italiana positiva con bancari e petroliferi

Borsa italiana positiva con bancari e petroliferi: UniCredit in evidenza dopo dati trim2. FTSE MIB +0,54%.

Il FTSE MIB segna +0,54%, il FTSE Italia All-Share +0,48%, il FTSE Italia Mid Cap +0,20%, il FTSE Italia STAR +0,18%.

Mercati azionari europei positivi: Euro Stoxx 50 +0,5%, FTSE 100 +0,3%, DAX +0,6%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,3%.

Future sugli indici azionari americani in verde: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,35%, NASDAQ Composite +0,61%, Dow Jones Industrial +0,16%.

Mercato azionario giapponese positivo, l'indice Nikkei 225 stamattina ha chiuso a +0,69%. Borse cinesi in forte progresso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha chiuso a +2,92%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +1,5% circa.

Sul fronte macroeconomico si segnala che, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, la spesa delle famiglie in Giappone è calata dell'1,2% annuo in giugno, in ulteriore netto peggioramento rispetto alla flessione precedente del 3,9% (e a quella dell'1,7% in maggio). Il dato, che segna la quinta contrazione consecutiva, è lievemente superiore al declino dell'1,4% del consensus di Reuters. Su base mensile la lettura è invece per un incremento del 2,9% contro il declino precedente dello 0,2% e superiore all'incremento dell'1,7% atteso dagli economisti. 

Il Consiglio della Reserve Bank of Australia (RBA)  ha mantenuto i tassi di interesse all'1,50%, in linea con le aspettative. La banca aveva ridotto i tassi di 25 punti base ad agosto e a maggio 2017.

Buon avvio di seduta per UniCredit (+1,6%) che archivia il secondo trimestre 2018 con utile netto pari a 1,024 miliardi di euro (+8,3% a/a), superiore ai 975 milioni del consensus di 25 analisti pubblicato sul sito della banca. Meglio delle attese anche il risultato netto di gestione (+7,9% a/a a 1,785 miliardi contro 1,492), il risultato lordo dell'operatività corrente (-0,9% a/a a 1,325 miliardi contro 1,296) e le rettifiche su crediti (-23,7% a/a a 504 milioni contro 670). Il CET1 a fine periodo è sceso di 56 bp, di cui 30 imputabili all'allargamento gli spread sui BTP, ma i target 2018 e 2019 sono confermati, ipotizzando che gli spread rimangano ai livelli attuali. Migliorato il target 2018 per le esposizioni deteriorate lorde complessive, ora previste in calo a 19 miliardi di euro con un target di 2 miliardi di cessioni.

In verde il settore bancario: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,7% con UBI Banca (+1,3%), FinecoBank (+1,4%), Credito Emiliano (+1,3%).

Bene Banca Carige (+1,1%) che estende il rally di ieri (+9,20%) in scia ai buoni dati del primo semestre 2018 pubblicati venerdì scorso. MF mette in evidenza il forte incremento dei volumi scambiati nelle ultime sedute: probabile che i grandi azionisti (Malacalza 20,6%, Volpi 9,1%, Mincione 5,4%) siano impegnati nel'incrementare le rispettive posizioni in vista dell'assemblea del 20 settembre.

Positivi i petroliferi con il greggio in rimonta dopo la correzione di ieri pomeriggio/sera. Resta in evidenza Saipem (+1,2%), dopo il +2,99% di ieri in scia all'intervista dell'a.d. Stefano Cao ad Affari&Finanza di Repubblica, con Tenaris (+1,4%) ed Eni (+0,7%).

TITOLO DEL GIORNO: SAIPEM 
 Saipem in deciso progresso in avvio di settimana dopo l'intervista dell'a.d. Stefano Cao ad Affari&Finanza di Repubblica. Il manager ha affermato che dopo tre anni difficili si inizia a "vedere la luce in fondo al tunnel". Per il futuro a medio/lungo termine Cao vede Saipem ancora attiva nel business tradizionale "ma molto piu' concentrata sul gas naturale". Per Cao una importante fonte di reddito sarà il decommissioning (smantellamento) delle piattaforme petrolifere. Saipem punta anche ai campi eolici lungo costa. Infine per quanto riguarda la divisione drilling sono in corso valutazioni: tra le opzioni non c'è solo la vendita ma anche la ricerca di un partner. Le quotazioni sono salite fino a 4,34 euro stabilizzandosi poi in area 4,30, nettamente al di sopra della chiusura di venerdi' a 4,186 euro. Il rimbalzo interrompe la brusca caduta subita dai prezzi dal top del 31 luglio, a 4,59 euro, ma per il momento non basta ad invertire la tendenza e a negare i recenti segnali di debolezza. Solo oltre area 4,35 sarebbe possibile un nuovo test dei 4,59 euro, un ostacolo al cui superamento potrebbe seguire un test dei 4,83 euro, picco del 13 febbraio 2017. Discese nuovamente al di sotto di area 4,20 potrebbero invece fare temere nuovi cali con primo obiettivo a 3,92 e successivo a 3,82 euro, sul 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di aprile, un supporto rilevante anche in ottica di medio periodo.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: negli USA alle 16:00 indice JOLTS (mercato del lavoro).