Borsa italiana in leggero ribasso, TIM e Tod's sotto pressione

Borsa italiana in leggero ribasso, TIM e Tod's sotto pressione. FTSE MIB -0,18%. Il FTSE MIB segna -0,18%, il FTSE Italia All-Share -0,14%, il FTSE Italia Mid Cap +0,21%, il FTSE Italia STAR +0,27%. BTP in lieve calo. Il decennale rende il 2,57% (+2 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 247 bp (-1 bp) (dati MTS). Mercati azionari europei in leggero rialzo: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 -0,6% (oggi voto su accordo Brexit), DAX +0,3%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,2%. 

Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,2%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +1,47%, NASDAQ Composite +2,02%, Dow Jones Industrial +0,79%.

Mercato azionario giapponese in deciso rialzo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a +1,79%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,68%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +1,46%.

Negativa Telecom Italia -2,1%: in avvicinamento all'assemblea del 29 marzo continuano senza esclusione di colpi le schermaglie verbali tra Elliott e Vivendi. Intanto il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che il Memorandum of Understanding tra Italia e Cina non comprende alcun accordo inerente la tecnologia del 5G.

Inizio di seduta positivo per i titoli industriali con Leonardo +0,8%, CNH Industrial +0,2%, Buzzi Unicem +0,5%. Bene anche Prysmian +0,7% che ha annunciato la presentazione al mercato europeo del suo nuovo cavo MassLinkcon tecnologia FlexRibbon a 6.912 fibre, raggiungendo il più alto numero di fibre nell’industria.

Buon progresso per Maire Tecnimont +2,0% dopo l'annuncio dell’aggiudicazione, attraverso le sue principali controllate, di commesse per un valore complessivo pari a circa 360 milioni di dollari in Europa, Nord Africa, Medio Oriente ed Asia.

Juventus Football Club -1,2% perde terreno dopo il +1,95% di ieri. L'appuntamento decisivo della stagione è fissato per questa sera con la gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League:  i bianconeri devono rimontare il pesante 0-2 subito a Madrid. La principale competizione europea per club è fondamentale per il bilancio della Juventus: nella recente relazione finanziaria semestrale il cda ha previsto che l'esercizio 2018/2019 si chiuda in perdita, e "sarà come di consueto fortemente influenzato dall’andamento dei risultati sportivi ed in particolare della UEFA Champions League"

Avvio di seduta in forte calo per Tod's, -4,2%, il cui cda ieri ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2018. I ricavi si sono attestati a 940,5 milioni di euro (contro i 940,4 del dato preliminare comunicato a fine gennaio e che si era rivelato inferiore rispetto ai 948 milioni del consensus Refinitiv), in calo del 2,4% a/a. L'EBITDA è sceso a 118,34 milioni di euro da 160,49 nel 2017, collocandosi al di sotto del consensus Bloomberg fissato a 125,3 milioni. L'EBIT si è attestato a 71,76 milioni (111,76 nel 2017), anche in questo caso inferiore ai 78,5 del consensus. L'utile netto passa dai 71,01 milioni del 2017 a 47,15 milioni, contro un consensus fissato a 52,5. Proposto un dividendo di 1 euro per azione (1,40 l'anno scorso). Il presidente e a.d. Diego Della Valle ha ribadito la validità del modello di business e della "scelta strategica di investire importanti risorse finanziarie, per sostenere la crescita futura dei ricavi": il gruppo sta lavorando "per fare in modo che il piano di sviluppo dei prossimi anni possa andare a regime il più presto possibile". Tod's ha comunicato di aver sottoscritto lo scorso 7 marzo un contratto preliminare per la vendita dell’immobile di Omotesando che ospita il flagship store di Tokyo (verrà trasferito in "un’altra area della città a maggior traffico") per 156 milioni di euro: il perfezionamento della vendita comporterà una plusvalenza lorda di circa 100 milioni.

Banca IFIS -2,2% perde ulteriore terreno dopo il -11,65% accusato ieri in scia alla mossa a sorpresa da parte di La Scogliera, azionista di controllo con il 50,17% del capitale, che ha deciso di non ricandidare l'attuale a.d. Giovanni Bossi. Nella serata di ieri La Scogliera ha indicato Luciano Colombini (attualmente a.d. di Banca Finint) quale candidato a nuovo amministratore delegato di Banca IFIS.

TITOLO DEL GIORNO: UNICREDIT 
 Deciso rimbalzo per UniCredit lunedi' che riesce a cancellare per intero il brutto scivolone di venerdi'. Tutto il settore bancario e' in progresso in scia ai rumor sull'ipotesi di fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. UniCredit, come del resto tutte le grandi banche che sono al centro di ipotesi di M&A, approfitta di questo scenario in quanto in passato e' stata oggetto di voci che la indicavano come potenziale protagonista di una operazione di integrazione paneuropea proprio con Commerzbank (piu' indietro nel tempo) e Societe Generale (piu' recentemente). La reazione del titolo tuttavia per il momento resta al di sotto della media mobile esponenziale a 50 ore, passante a 11,55 circa, prima resistenza da battere per poter ambire al ritorno sulla quota critica dei 12 euro. La situazione di fondo non e' comunque preoccupante, la flessione vista dal top del 1° marzo si e' infatti limitata a testare con i minimi di venerdi' il 38,2% di ritracciamento, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, del rialzo dai minimi di febbraio, supporto in area 11,15 coincidente con la base del gap rialzista del 25 febbraio, mantenendo quindi i connotati di un movimento correttivo, di una pausa temporanea della precedente ascesa. Sullo sfondo resta il bel doppio minimo, figura rialzista, disegnato in area 9,50 euro da fine dicembre, una figura il cui limite superiore, a 11 euro circa, e' stato superato il 15 febbraio. Target del doppio minimo, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, a 12,50 euro circa, raggiungibile alla rottura di 11,55 e di area 12. Solo sotto gli 11 euro la flessione delle ultime sedute diverrebbe veramente preoccupante e farebbe temere movimenti verso i 10,25 euro almeno.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:30 PIL mensile, produzione industriale/manifatturiera e bilancia commerciale Regno Unito.
Negli USA alle 13:30 inflazione, alle 21:30 scorte settimanali petrolio (API).