Borsa italiana debole con tensioni USA-Nord Corea

Borsa italiana debole con tensioni USA-Nord Corea: Ftse Mib -0,48%. Il Ftse Mib segna -0,48%, il Ftse Italia All-Share -0,45%, il Ftse Italia Mid Cap -0,34%, il Ftse Italia Star -0,46%.

Mercati azionari europei in ribasso. DAX -0,6%, FTSE 100 -0,4%, CAC 40 -0,7%, IBEX 35 -0,4%. Pesa il ritorno delle tensioni tra USA e Corea del Nord. Ieri la stampa americana ha riferito che il regime di Pyongyang ha realizzato testate nucleari miniaturizzate installabili su missili. Il presidente Trump ha risposto preannunciando "fuoco e furia" mai viste prima. Successivamente l'agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord ha reso noto che sono allo studio piani per colpire con missili a media-lunga distanza le basi militari USA dell'isola di Guam.

Future sugli indici azionari americani in flessione dello 0,1-0,3 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,24%, Nasdaq Composite -0,21% Dow Jones Industrial -0,15%.

Mercato azionario giapponese in forte calo, l'indice Nikkei 225 termina a -1,29%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,03%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,3% circa.

In Asia tendenza ribassista complici le tensioni geopolitiche nell’area ancora una volta legate alla Corea del Nord. Tensioni che hanno visto gli investitori rivolgersi verso i beni rifugio, come l’oro, in progresso dello 0,30% circa (il metallo prezioso si era apprezzato già martedì). Si rafforza di circa lo 0,40% anche lo yen sul dollaro e a Tokyo il Nikkei 225 chiude con un deciso ribasso dell’1,29% (fa appena meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi di un netto 1,10%). Declino superiore all’1% anche per il Kospi di Seoul. Sul fronte macroeconomico, in luglio il tasso di disoccupazione in Corea del Sud è calato al 3,5% dal 3,8% registrato in giugno (3,6% in maggio). Il dato si confronta con il 3,5% del luglio 2016 e il 3,8% del consensus.

Per quanto riguarda le materie prime, oltre al rafforzamento dell’oro e al nuovo declino del petrolio, da segnalare la performance dei metalli industriali. L’alluminio in consegna a tre mesi ha toccato un guadagno dell’1,75% martedì al London Metal Exchange (portando a oltre il 18% l’apprezzamento da inizio anno) a 2.008 dollari la tonnellata. La quota di 2.000 dollari è stata superata per la prima volta in tre anni mentre e la corsa dell’alluminio ha contribuito alla performance dell’Lme Metal Index, che monitora l’andamento dei sei principali metalli industriali, che martedì ha toccato i massimi dal 2014. E a Sydney il progresso del comparto minerario (positivo per altro anche l'andamento dei finanziari), contribuendo al guadagno dello 0,38% dell’S&P/ASX 200.

Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, in Cina l’inflazione è rallentata in luglio all’1,4% annuo dall’1,5% registrato in maggio e giugno. Era dell’1,5% anche la stima del consensus del Wall Street Journal (in aprile l’incremento era stato invece dell’1,2%). Il dato resta ampiamente lontano dal target di Pechino del 3% per l'intero 2017.

Deboli i bancari con l'indice Ftse Italia Banche a -0,7%. In rosso Banco BPM (-1,1%), UniCredit (-0,9%), Mediobanca (-0,9%) e Credito Valtellinese (-2,2%).

In controtendenza con il settore Banca Carige (+0,4%): MF riferisce che l'istituto ligure sta valutando l'ipotesi di proporre ai possessori di obbligazioni subordinate di convertire i titoli in un'operazione da 100-200 milioni di euro. A giorni è inoltre attesa la convocazione dell'assemblea per l'ok all'aumento di capitale da 560 milioni di euro.

Perdono terreno anche STMicroelectronics (-1,6%), Ferrari (-0,8%), UnipolSai Assicurazioni (-0,8%).

In rosso Safilo Group (-1,7% a 6,29 euro): Banca IMI ha peggiorato la raccomandazione sul titolo a hold, target a 6,20 euro.

Positive Saipem (+1,1%) ed Eni (+0,2%) in scia al leggero recupero del petrolio in questo inizio di giornata.

DATI ATTESI:
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 produzione industriale in Italia.
Negli USA alle 14:30 indici produttività e costo del lavoro, alle 16:00 scorte e vendite all'ingrosso, alle 16:30 scorte petrolio e derivati.