Borsa italiana in calo. Male gli industriali, UniCredit tonica

Borsa italiana in calo. Male gli industriali, UniCredit tonica dopo conti. FTSE MIB -0,48%.

Il FTSE MIB segna -0,48%, il FTSE Italia All-Share -0,43%, il FTSE Italia Mid Cap -0,07%, il FTSE Italia STAR -0,46%.

BTP in forte ribasso, balza lo spread. Il decennale rende il 2,92% (+10 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 276 bp (+11 bp) (dati MTS). Secondo indiscrezioni la Commissione UE comunicherà oggi un massiccio taglio della stima di crescita del PIL dell'Italia nel 2019 da +1,2% a +0,2%. Inoltre l'FMI ha messo in guardia dal rischio di recessione nel nostro Paese, con rischio di contagio globale.

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,4%, FTSE 100 -0,1%, DAX -0,6%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari americani deboli: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,3%, Dow Jones Industrial -0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,22%, NASDAQ Composite -0,36%, Dow Jones Industrial -0,08%.

Mercato azionario giapponese in flessione, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,59%. Borse cinesi chiuse per festività: Shanghai e Shenzhen per tutta la settimana, Hong Kong riaprirà venerdì.

Partenza negativa per i titoli industriali: l'indice EURO STOXX Industrials segna -0,5%. A Milano perdono terreno FCA -3,2%, CNH Industrial -1,5%, Leonardo -0,9%, Ferrari -1,4%, Prysmian -1,6%.

In rosso Amplifon, -3,1% a 16,06 euro: Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold e ridotto il target da 18,00 a 17,70 euro.

Ottimo avvio di seduta per UniCredit, +2,6%, che archivia il 2018 con utile rettificato in crescita del 7,7% a 3,852 miliardi di euro (consensus 2,873 miliardi), con accelerazione nel trim4: 840 milioni, +19,9% a/a e "Migliore quarto trimestre per la seconda volta negli ultimi 10 anni" (consensus: 719 milioni). In rialzo anche l'utile operativo netto (6,4 miliardi, +13,1%, miglior risultato dal 2008) e il margine di interesse (10,9 miliardi, +2,1%), mentre i costi operativi sono diminuiti a 10,7 miliardi, -5,6% per cento, in anticipo rispetto al previsto. Confermato l'obiettivo di utile netto a fine 2019 pari a 4,7 miliardi di euro (consensus 4,355 miliardi). Il cda proporrà all'assemblea degli azionisti un dividendo in contanti di 27 centesimi di euro per azione, equivalente a un pay-out ratio del 20 per cento (il dividendo 2017 era di 32 centesimi). Il nuovo piano strategico 2020-2023 sarà presentato a Londra il 3 dicembre 2019 ma UniCredit ha già avviato lo sviluppo del piano procedendo alla riorganizzazione della squadra manageriale: il d.g. Gianni Papa lascia l'incarico di direttore generale a partire da oggi (rimarrà come consulente dell'a.d. fino al 1° giugno). La figura di direttore generale non è prevista nella nuova organizzazione.

Positiva anche Banco BPM +1,7% che chiude il 2018 con una perdita netta pari a 59,4 milioni di euro contro l'utile da 557,8 milioni realizzato nel 2017 (grazie anche ai +762 milioni di utile da attività operative cessate). Il peggioramento dei risultati reddituali è attribuibile agli oneri connessi con il completamento di un programma di derisking molto più aggressivo rispetto agli obiettivi originari di Piano (progetti Exodus e ACE, cartolarizzazioni di npl da ben 12,5 miliardi di euro). Il risultato della gestione operativa è positivo per 1,98 miliardi di euro, +27% rispetto ai +1,56 miliardi del 2017.

TITOLO DEL GIORNO: JUVENTUS
 Juventus FC prova a recuperare terreno dopo la correzione partita la scorsa settimana. Il titolo del club bianconero approfitta della notizia della cessione definitiva (verificatesi le prestabilite condizioni contrattuali) del calciatore Stefano Sturaro al Genoa per 16,5 milioni di euro: l'operazione genera un effetto economico positivo di circa 12,9 milioni. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 1,353 euro riportandosi poi in area 1,33, comunque in netta crescita dalla chiusura di martedi' a 1,303 euro. Il rimbalzo delle ultime ore si e' sviluppato a partire dal "tweezer bottom" disegnato dai prezzi in area 1,28 nelle sedute del 4 e 5 gennaio (la prima candela giornaliera di questa figura e' a sua volta un "inverted hammer", elemento che compare di norma in presenza di forti supporti e che fornisce maggiore credibilita' alla figura), figura rialzista a contatto con il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di inizio anno. La rottura di 1,375, lato alto del "tweezer bottom" completerebbe la configurazione rialzista permettendo movimenti in area 1,50, ultimo ostacolo prima del ritorno sui massimi di fine gennaio a 1,6070 euro. Solo discese al di sotto di 1,27/28 potrebbero fare temere il test a 1,15 circa della trend line che parte dai minimi di fine ottobre 2018. Supporto successivo in arae 1,05 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 vendite al dettaglio Italia e bollettino economico BCE, alle 13:00 riunione e Inflation Report BoE.
Negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione.