Borsa italiana in calo dopo affondo Wall Street

Borsa italiana in calo dopo affondo Wall Street. FTSE MIB -0,74%. Il FTSE MIB segna -0,74%, il FTSE Italia All-Share -0,76%, il FTSE Italia Mid Cap -0,99%, il FTSE Italia STAR -1,02%.

BTP positivi: il decennale rende il 3,14% (-3 bp rispetto alla chiusura di ieri), lo spread sul Bund segna 288 bp (+1 bp) (dati MTS).

Mercati azionari europei in rosso: Euro Stoxx 50 -1,1%, FTSE 100 -1,3%, DAX -1,1%, CAC 40 -1,2%, IBEX 35 -0,9%.

Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,5%, NASDAQ 100 +0,7%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -3,24%, NASDAQ Composite -3,80%, Dow Jones Industrial -3,10%. Brusca flessione per Wall Street: gli investitori hanno iniziato a valutare l'effettiva possibilità di successo dei negoziati tra USA e Cina nei 90 giorni di sospensione all'aumento dei dazi annunciati da Trump.

Mercato azionario giapponese in rosso, stamattina il Nikkei 225 ha terminato la seduta a -0,53%. Borse cinesi negative: l'indice CSI 300 (Shanghai e Shenzhen) ha chiuso a -0,48%, l'Hang Seng (Hong Kong) a -1,62%.

Vendite sui petroliferi (Saipem -2,0%, Eni -1,3%, Tenaris -0,9%) in scia alla correzione del greggio rispetto ai massimi dal 22 novembre toccati ieri mattina. Il future febbraio sul Brent segna 61,15 $/barile (da 63,60 circa), il future gennaio sul WTI segna 52,45 $/barile (da 54,50 circa). Domani si terrà il meeting OPEC: gli analisti prevedono un taglio della produzione, eventualmente coordinato con una mossa simile da parte della Russia. Nel fine settimana il Canada ha deciso di ridurre la produzione. Ricordiamo anche la decisione a sorpresa del Qatar di uscire dall'OPEC a partire da gennaio.

Netto calo per Buzzi Unicem (-2,8% a 16,34 euro): JP Morgan ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da overweight a neutral e ridotto il target da 25 a 20 euro.

Negativi i bancari con l'indice FTSE Italia Banche a -1,0% e l'EURO STOXX Banks a -1,6% in scia a Deutsche Bank (-1,8%, minimi storici su ipotesi di riciclaggio). A Milano male le big UniCredit -1,4% e Intesa Sanpaolo -1,1%.

STMicroelectronics (-1,2%) in ribasso dopo il -4,98% accusato ieri sera dal SOX, l'indice americano di riferimento per il settore dei semiconduttori, con Intel a -4,75%, Texas Instruments a -5,00%, AMD a -10,92%.

Trevi Finanziaria Industriale (+23,2%) balza in avanti dopo che il cda ha accettato l’offerta vincolante presentata da MEIL Group per l’acquisizione delle società del Gruppo relative al settore Oil & Gas (Drillmec e Petreven) sulla base di un enterprise value di 140 milioni di euro. Trevi ha anche comunicato che sta per essere definito l’accordo relativo ai principali elementi all’operazione di rafforzamento patrimoniale e di ristrutturazione dell’indebitamento alle quali partecipano i principali azionisti (Trevi Holding SE, FSI Investimenti S.p.A. e Polaris Capital Management) e i rappresentanti delle banche finanziatrici. Il piano si basa su un aumento di capitale da 130 milioni e su una conversione del debito verso le banche finanziatrici in azioni ordinarie della società fino a un massimo di 310 milioni, con un rapporto di conversione pari a 4,5:1. Il cda di Trevi si riunirà il 19 dicembre al fine di procedere all’approvazione dell'operazione.

Netto progresso per Astaldi (+5,8%). Secondo il Messaggero ieri a Milano c'è stato un incontro tra i legali del gruppo e quelli di Salini Impregilo (-0,5%): sono state delineate tre opzioni per l'intervento di Salini. Probabile l'arrivo di un'offerta vincolante a gennaio.

TITOLO DEL GIORNO: FCA
 Debole FCA martedì dopo i dati sulle vendite in Italia a novembre: i marchi del Lingotto (escludendo Ferrari e Maserati) hanno fatto segnare un -9,9% a/a, contro il -6,3% del mercato. La quota di FCA scende al 24,1% dal 25,1% di un anno fa. E' andata decisamente meglio negli USA dove le vendite sono salite del 17% a/a. Il Sole 24 Ore riferisce che FCA sta valutando di aprire una propria divisione di servizi finanziari negli USA: possibile l'esercizio dell'opzione per acquistare Chrysler Capital (gruppo Santander). Equita Sim ha confermato dopo i dati sulle vendite la raccomandazione "hold" con target a 17,8 euro, per gli esperti l'andamento delle vendite nell'area Nafta compensa quello del mercato europeo. Le quotazioni sono scese fino a 14,882 euro per poi rimbalzare poco oltre i 14,90 euro (close lunedì a 15,116 euro). I prezzi si sono sostanzialmente rimangiati il rialzo di lunedì e sono tornati a testare dall'alto la media mobile esponenziale a 100 giorni, allineata con il picco del 27 novembre, che era stata superata proprio nella prima seduta della settimana con un gap avente base a 14,85 euro. Solo discese al di sotto di questo sostegno, con conferme alla violazione di 14,50, area di transito della media esponenziale a 50 giorni, potrebbero mettere in discussione i recenti segnali di forza, in particolare il completamento del doppio minimo disegnato in area 13 euro dal 19 ottobre. La figura rialzista proietta obiettivi a 15,50 e a 16 euro, che rimarranno raggiungibili a meno di una violazione di 14,50. Sotto quei livelli rischio di ricopertura del gap rialzista del 2 novembre con base a 13,74 euro. Supporto successivo a 13 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 indice Markit PMI servizi finale eurozona, alle 10:30 indice Markit PMI servizi Regno Unito, alle 11:00 vendite al dettaglio eurozona.
Negli USA alle 14:15 nuovi occupati non agricoli (ADP), alle 14:30 indici produttività e costo del lavoro, alle 15:45 indice Markit PMI servizi finale, alle 16:00 indice ISM non manifatturiero, alle 16:15 audizione Powell (Fed) al Congresso, alle 16:30 scorte settimanali petrolio (EIA), alle 20:00 Beige Book (Fed).