Borsa italiana in calo con Prysmian e bancari

Borsa italiana in calo con Prysmian e bancari. UE proroga termine Brexit. FTSE MIB -0,56%. Il FTSE MIB segna -0,56%, il FTSE Italia All-Share -0,51%, il FTSE Italia Mid Cap -0,07%, il FTSE Italia STAR -0,04%. BTP deboli dopo il balzo di ieri. Il decennale rende il 2,57% (+2 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 259 bp (invariato) (dati MTS).

Mercati azionari europei in calo: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,4%, DAX -0,3%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 -0,1%.

Il Consiglio Europeo ha deciso di rinviare il termine per l’uscita del Regno Unito dall’Unione al prossimo 31 ottobre 2019 dopo la riunione fiume di questa notte. La premier britannica Theresa May ha accettato la proroga. Donald Tusk ha detto che fino alla scadenza della proroga il Regno Unito potra': accettare l'accordo di uscita e lasciare l'Unione; cambiare strategia; decidere di revocare l'articolo 50 e cancellare la Brexit; se non verra' lasciata la UE entro il 22 maggio il Regno Unito dovra' partecipare alle elezioni europee. La situazione verra' rivista al 30 giugno, se la Brexit non verra' resa operativa prima, ma questa scadenza sara' solo per fare il punto della situazione e non comportera' modifiche a quanto deciso ieri. Theresa May aveva dichiarato che non sarebbe piu' stata Primo Ministro se la scadenza fosse stata portata oltre il 30 giugno, ora sembra aver cambiato idea e portare avanti la sua proposta in parlamento per il tempo che ci vorra'. Oggi pomeriggio la May sara' alla Camera dei Comuni per fare una dichiarazione (e forse chiarire quale sara' la sua posizione in futuro, se Primo Ministro o semplice parlamentare).

Future sugli indici azionari americani sotto la parità: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 -0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,35%, NASDAQ Composite +0,69%, Dow Jones Industrial +0,03%.

Nei verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) del 19-20 marzo, pubblicati ieri sera, la parola chiave è ancora "pazienza". L'istituto centrale di Washington ha deciso di mettere in pausa il programma di rialzo dei tassi d'interesse soprattutto a causa del disagio per la sorprendentemente debole inflazione in USA e nel mondo. "La maggior parte dei partecipanti (all'incontro del Fomc, ndr) si aspetta che l'evoluzione delle prospettive economiche e i rischi per l'outlook probabilmente giustifichino il fatto di lasciare il target range invariato per il resto dell'anno", si legge nei verbali.

Mercato azionario giapponese in verde, l'indice Nikkei 225 ha terminato a +0,11%. Borse cinesi negative: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -2,16%, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,8% circa.

Prysmian -7,5% in forte calo dopo che il cda ha indicato tra "€60 e €80 milioni a livello di Ebitda Rettificato 2018" l'impatto negativo del problema al collegamento sottomarino WesternLink comunicato in data 8 aprile (l'EBITDA rettificato full combined 2018 si era attestato a 837 milioni). Inoltre, anche alla luce di "recenti richieste di risarcimento danni pervenute da taluni clienti conseguenti alla decisione dell’aprile 2014 della Commissione Europea per presunte condotte anticoncorrenziali", il cda "ritiene opportuno riesaminare il bilancio approvato nella seduta del 5 marzo 2019". Di conseguenza il board "ha deliberato di revocare la convocazione dell’Assemblea Ordinaria degli Azionisti prevista per il 17 aprile 2019". Infine, il pagamento del dividendo da 0,43 euro per azione, previsto a partire dal 25 aprile 2019, è in dubbio: si stima che l'eventuale pagamento avverrà nel mese di giugno.

Bancari in flessione. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,8%. Sotto pressione Banco BPM -2,3%, BPER Banca -1,9% e UniCredit -1,4%: il presidente Fabrizio Saccomanni ha dichiarato a La Stampa che nel breve non prevede grandi fusioni internazionali, mentre nel lungo periodo il sistema bancario andrà a consolidarsi. UniCredit a fine gennaio ha ricevuto uno "Statement of Objections" dalla Commissione Europea per presunte violazioni Antitrust su titoli di stato europei.

Negativa Saipem -2,3% a 4,71 euro. Jefferies ha peggiorato il giudizio sul titolo da hold a underperfom, con target a 4,40 euro.

Juventus Football Club -2,0% perde terreno dopo il pareggio 1-1 con l'Ajax nell'andata dei quarti di finale di Champions League.

In rialzo i titoli del settore lusso, trainati dal colosso francese LVMH, +3,2% a Parigi: il colosso francese sale sul nuovo record storico grazie a dati trimestrali migliori delle attese. Nel primo trimestre 2019 vendite in crescita del 16% annuo (11% a perimetro costante) a 12,5 miliardi di euro contro i 12,2 miliardi del consensus di Bloomberg (8,8% la crescita stimata dagli analisti). A Milano Moncler +1,9%, Salvatore Ferragamo +1,4%, Brunello Cucinelli +1,2%.

TITOLO DEL GIORNO: MEDIOBANCA 
 Mediobanca potrebbe annunciare in giornata l'acquisizione del 66% dell'investment bank francese Messier Maris & Associes. Lo ha anticipato a Reuters una fonte vicina al dossier, senza indicare il prezzo dell'operazione. Secondo voci di stampa il valore complessivo di Messier Maris & Associes si aggira intorno ai 160 milioni di euro. L'istituto fondato alla fine del 2010 da Jean-Marie Messier (ex CEO di Vivendi Universal) ed Erik Maris (ex General Partner di Lazard) è al terzo posto in Francia nell'M&A, alle spalle di Rothschild e Lazard. L'analisi del grafico di Mediobanca evidenzia l'accelerazione rialzista originata dal minimo di inizio febbraio (quasi +30% da allora), con le quotazioni salite a mettere pressione sull'importante resistenza rappresentata dai massimi di settembre a 9,40 euro circa. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento proietterebbe i prezzi verso il massimo pluriennale a 10,50 toccato ad aprile 2018. Oltre questo ultimo livello verrebbe completato il potenziale testa e spalle rialzista in formazione dal 2009, con conseguente netto miglioramento del quadro grafico di lungo periodo (primo obiettivo in area 13). Discese sotto 9,10/9,15 creerebbero le premesse per un test di 8,80 circa, minimo di fine marzo e primo supporto significativo (appoggio successivo a 8,40).
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione e indice prezzi alla produzione.