Banca Carige si conferma in ottima forma

Banca Carige si conferma in ottima forma anche martedì dopo il +2,27% di lunedì messo a segno grazie all'intervista rilasciata dall'a.d. Paolo Fiorentino al Secolo XIX. Il manager si è detto felice per i primi risultati gestionali del 2018, ha confermato l'obiettivo di ritorno all'utile nell'attuale esercizio e la vendita di circa 1,4 miliardi di euro di crediti deteriorati. Il mercato specula sulla battaglia per la governance dell'istituto dopo l'ingresso del finanziere Raffaele Mincione con una quota del 5,4%. Mincione potrebbe chiedere la convocazione di un'assemblea straordinaria, facoltà che gli viene concessa dalla sua quota azionaria superiore al 5%, per avanzare la proposta di revocare il board e nominare una nuova lista. Prima dell'assemblea il finanziere rafforzare la propria posizione salendo fino al 9,9%. Anche l'attuale azionista di maggioranza, Vittorio Malacalza, potrebbe decidere, prima di una eventuale conta dei voti in consiglio, di aumentare la propria posizione fino al massimo autorizzato dalla Bce del 28% (dall'attuale 20,6%). Il titolo ha raggiunto martedì un massimo a 0,0096 euro per poi stabilizzarsi a 0,0094 euro, comunque bene al di sopra dei 0,009 euro della chiusura di lunedì. Le quotazioni hanno completato lunedì, salendo al di sopra della line congiungente il top del 17 gennaio e quello del 27 febbraio, il testa spalle rialzista disegnato dai minimi di inizio gennaio. Target della figura, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, a 0,0108 euro circa, area di transito anche della media mobile a 100 giorni. In caso di superamento di 0,011 attesi movimenti fino a 0,013 e 0,015, rispettivamente 38,2% e 50% di ritracciamento (percentuali di Fibonacci) del ribasso dal top di settembre. Solo discese al di sotto della media mobile a 50 giorni, a 0,0083 euro, potrebbero fare temere una inversione di fronte con rischio di ritorno verso i minimi di febbraio a 0,0072 euro circa.