Avvio in rosso per l’azionario italiano

Avvio in rosso per l’azionario italiano dopo i marginali recuperi di ieri. A Piazza Affari il Ftse Mib segna -1,11%, il Ftse Italia All Share -1,11%, il Ftse Italia Mid Cap -1,23% e il Ftse Italia Star -0,91 per cento. 

Nel mercato del debito pubblico europeo si respira durante le prime battute un clima di minore incertezza e il rendimento del BTP decennale italiano cede 2 punti base e si riporta al 2,90 per cento. In calo di 2 punti base anche lo yield del Bund tedesco che si riporta allo 0,32 per cento. Lo spread segna dunque una leggera contrazione a 259 punti base.

Ieri corposi rialzi del rendimento chiesto all’asta dei CTZ italiani e la pubblicazione di una bozza per i prossimi incontri del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno nella quale all’ESM si attribuiva anche un ruolo maggiore nella progettazione e nel monitoraggio dei piani di aggiustamento economico (forse persino riducendo a uno il numero di voti necessari per varare una ristrutturazione del debito pubblico di un Paese in crisi) avevano pesato non poco sul mercato del debito pubblico italiano. L’attenzione dei mercati internazionali rimane comunque focalizzata sull’escalation del conflitto commerciale tra USA, Cina ed Europa. Il presidente USA Donald Trump, sempre più “cinguettante” su twitter in preparazione delle prossime elezioni di mid-term di novembre, ha condannato l’annuncio della Harley-Davidson di produrre anche in Europa per evitare i dazi di Bruxelles e affermato che sono in dirittura di arrivo gli studi sui previsto dazi sulle auto importate dall’Europa.

A Piazza Affari i primi scambi confermano un pesante ribasso del comparto bancario con un calo del Ftse Italia Banche del 2,20% cui contribuiscono in particolare Ubi Banca (-3,38%) e Mps (-2,28%), Intesa (-2,46%) e Unicredit (-1,92%). Cede alle vendite anche Carige (-2,53%). L’istituto ligure ha annunciato le dimissioni del presidente Giuseppe Tesauro a seguito di sopravvenute divergenze sulla governance. MF parla di malessere diffuso del vertice del gruppo noto al consiglio da tempo anche per via del dialogo diretto della Bce con l’ad che avrebbe coinvolto solo marginalmente la presidenza. L’interim è andato al socio di riferimento del gruppo, il vicepresidente Vittorio Malacalza che però non è detto possa mantenere l’incarico anche perché gli sarebbe stata preclusa l’attività di direzione e coordinamento dalla Bce. Da notare che Mps, l’istituto toscano controllato per oltre il 68% dal governo italiano potrebbe, secondo la Repubblica, essere avviato a una fusione con un altro gruppo del calibro di Ubi Banca, Bper o Banco BPM. L’avvio di una cessione delle quote del governo sarebbe una novità rispetto alle posizioni iniziali del nuovo esecutivo che suggeriva durante la prima fase d’insediamento la possibilità di un mantenimento del controllo pubblico di Mps nonostante l’orientamento in proposito della Bce.

Da notare stamane i rialzi dei prezzi del greggio con il future sul Brent che si riporta a 76,62 dollari al barile con un recupero dello 0,4 per cento. Platt stanotte ha evidenziato il nuovo calo delle scorte Usa di greggio stimato dall’API in ben 9,23 milioni di barili (a -2,3 mln le attese). Sia la notizia che gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Giappone ed Europa di tagliare le proprie importazioni di petrolio iraniano in vista del prossimo 4 novembre, quando le sanzioni Usa contro chi aiuta Teheran entreranno in vigore. Nonostante la presa di posizione europea e cinese contro l’abbandono Usa dell’accordo sul nucleare iraniano, diverse compagnie petrolifere starebbero già lasciando il Paese o rivedendo i relativi progetti. Proprio il presunto calo dell’export iraniano e venezuelano di greggio dopo le sanzioni Usa è visto come uno dei fattori di rialzo dei prezzi che in seguito hanno portato Opec e Russia a varare un incremento della produzione da un milione di barili al giorno al meeting della scorsa settimana. A Milano Eni recupera lo 0,95% e Tenaris l’1,86% mentre Saipem segna un rialzo di ben 2,33 punti percentuali.

Enel (-0,64%) non sarebbe interessata agli asset nel campo delle rinnovabili negli Stati Uniti di EDP, società portoghese per la quale la China Three Gorges ha messo sul piatto circa 9,07 miliardi di euro. Il gruppo cinese avrebbe sondato diverse utility europei per valutarne un eventuale interessamento.

Ancora sottotono FCA (-0,85%) dopo l’annuncio del procedere dei lavori USA verso nuovi dazi alle auto d’importazione europea.

DATI ATTESI:
Il calendario macroeconomico di oggi ha già visto alle 03:30 il dato sui profitti delle società cinesi (1° trim.) e alle 08:45 l’Indice della fiducia dei consumatori (Giu). Alle 10:00 sono in calendario in Italia la fiducia delle imprese (Giu) e dei consumatori (Giu) e nell’Eurozona la massa monetaria M3 (Mag) e i Prestiti ai privati. Alle 10:30 è previsto un discorso del Governatore BoE Mark Carney e alle 11:00 la Bilancia commerciale non-UE (Mag) dell’Italia. Alle 12:00 attesi i prezzi alla produzione (Mag) in Italia e il dato sulle persone in cerca di lavoro in Francia. Negli Stati Uniti saranno diffusi alle 14:30 Ordinativi di beni durevoli (Mag), Bilancia Commerciale di Beni (Mag) e Scorte di magazzino dei grossisti prelim. (Mensile). Alle 16:00, sempre negli States i contratti pendenti di vendita di abitazioni (Mag) e alle 16:30 il dato sulla variazione delle scorte Usa di petrolio greggio dell’EIA. Alle 18:15 in calendario il discorso del membro del FOMC della Fed Eric Rosengren.