Avvio in rialzo per l’azionario italiano

Avvio in rialzo per l’azionario italiano: Ftse Mib +2,18%

Avvio di ottava in deciso rialzo per l’azionario italiano ed europeo nonostante la nuova rottura tra gli Stati Uniti e le altre grandi economie sul tema del protezionismo al G7 canadese e dopo una tornata di elezioni amministrative che in Italia ha chiamato al voto 6,5 milioni di cittadini ma ha registrato un’affluenza in calo al 61,19% e un crescita del centrodestra a trazione leghista mentre frenava il Movimento Cinque Stelle. 

Da evidenziare anche il nuovo ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria in un’intervista al Corriere della Sera ha confermato una posizione di difesa della posizione italiana nell’euro e di proseguimento del nuovo esecutivo nella riduzione del rapporto deficit/Pil italiano. Tria ha anche sottolineato che i fondamentali dell’Italia in questa fase sono solidi.

Il FTSE MIB segna +2,07%, il FTSE Italia All-Share +2,06%, il FTSE Italia Mid Cap +1,4%, il FTSE Italia STAR +0,91%. In calo a 247 punti base lo spread BTP/Bund con acquisti sui titoli di Stato italiani che mostrano un rendimento in calo al 2,94% (-11 pb) e uno yield del Bund in rialzo di 3 punti base allo 0,48 per cento.

Da ricordare che questa settimana potrebbe registrare dei segnali dalla Bce sul termine del quantitative easing in occasione della prossima riunione di politica monetaria.

A Piazza Affari brilla il comparto bancario con un indice di settore Ftse Italia Banche in crescita del 4,07% e trascinato da titoli come Unicredit (+4,81%), Intesa (+4,47%), Banco Bpm (+4,39%) e Bper (+3,79%).

Sulle ipotesi di fusione tra Unicredit e SocGen, Alessandro Mazzucco, presidente della Fondazione Cariverona che controlla l’1,8% di Unicredit, ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna informazione, ma ha aggiunto che se l’ipotesi è “teoricamente possibile” necessita senz’altro di valutazioni approfondite.

Per quanto riguarda Intesa va evidenziato che, secondo il Financial Times, BlackRock starebbe trattando l’acquisto del 10% di Eurizon.

Guadagna il 2,41% anche Banca Mediolanum dopo un’intervista dell’ad Massimo Doris a L’Economia del Corriere della Sera nella quale il manager afferma che “Se Fininvest deve vendere, e mi auguro di no, noi siamo disposti a comprare una parte”. Manifestazioni d’interesse per le quote di Fininvest sarebbero comunque già giunte da altri soggetti. Doris ha anche dichiarato che il gruppo è al lavoro sul caso della residenza fiscale che potrebbe costare al gruppo 544 milioni di euro di sanzioni dall’Agenzia delle Entrate: “Conto di riuscire a dimostrare di nuovo le mie ragioni”, ha affermato il manager.

Nonostante prezzi del greggio in leggero calo sui mercati internazionali (Brent a $ 76,06 al barile, -0,52%) il comparto si mostra vitale a Piazza Affari e approfitta dell’avvio incoraggiante delle contrattazioni: Eni guadagna l’1,33% e Tenaris lo 0,39 per cento. Cede alle vendite, dopo un avvio in verde, il titolo di Saipem, che segna un ribasso dello 0,77% nonostante la Repubblica abbia ipotizzato nuove commesse.

Guadagnano terreno anche le utility a Milano: il Ftse Italia All Share Utilities segna un rialzo dell’1,7 per cento. A2A guadagna l’1,72%, Enel l’1,55% e Snam il 2,03 per cento. Il comparto potrebbe ancora una volta giovarsi del calo dei rendimenti sul mercato del debito sovrano, anche se un graduale restrizione prospettica della politica monetaria della Bce rischia comunque di pesare in futuro sul servizio del debito delle società del settore. Il calendario macroeconomico di oggi, dopo la conclusione del G7 del Canada che ha confermato le distanze tra gli Stati Uniti e le altre grandi economie, ha registrato in Giappone gli ordini di macchinari (apr.) e gli ordini di macchine utensili preliminari (mag.).

DATI ATTESI:
Il calendario macroeconomico di oggi, dopo la conclusione del G7 del Canada che ha confermato le distanze tra gli Stati Uniti e le altre grandi economie, ha registrato in Giappone gli ordini di macchinari (apr.) e gli ordini di macchine utensili preliminari (mag.). Attese alle 10 la produzione industriale italiana di aprile e alle 10:30 quella britannica (apr.). A quell’ora il Regno Unito fornirà anche le indicazioni su produzione manifatturiera e bilancia commerciale di aprile. Attese alle 10 la produzione industriale italiana di aprile e alle 10:30 quella britannica (apr.). A quell’ora il Regno Unito fornirà anche le indicazioni su produzione manifatturiera e bilancia commerciale di aprile.