Attese e strategie per la borsa indiana

Novita' importanti hanno interessato recentemente i mercati finanziari dell'India: il governo federale di Nuova Dehli ha comunicato di volere ridurre l'ammontare del fabbisogno di bond per la seconda parte dell'anno fiscale in corso. Il governo del primo ministro Narendra Modi ha infatti dichiarato che nei primi sei mesi dell'anno fiscale che inizia il 1°aprile andra' in asta solo il 48% delle vendite pianificate di titoli di stato, cioe' il 60/65% circa di quanto richiesto al mercato negli anni precedenti. L'ammontare di vendita annuale del debito e' stata tagliata di circa 7,7 miliardi di dollari. Questo taglio alle esigenze di finanziamento e' stato visto con favore dagli investitori che erano perplessi a causa delle recenti continue emissioni di debito. La novita' dovrebbe avere effetti positivi non solo sul mercato dei bond, dove infatti si sono registrati acquisti con conseguente discesa dei rendimenti del decennale verso la soglia del 7%, ma anche sulla borsa. La congiuntura continua del resto ad essere favorevole al proseguimento dell'uptrend per l'indice BSE Sensex. Secondo quanto comunicato a inizio marzo dal Central Statistics Office di New Delhi, l'economia dell'India ha infatti registrato un'espansione del 7,2% annuo nel terzo trimestre dell'esercizio 2017-2018 (chiuso lo scorso 31 dicembre), contro il 6,5% del secondo (5,7% nel primo trimestre) e il 7,0% stimato dagli economisti. Per l'anno fiscale in chiusura il 31 marzo la stima e' di una crescita del Pil indiano del 6,6% contro il 7,1% dell'esercizio 2016-2017. A inizio febbraio la Reserve Bank of India (Rbi) aveva rivisto al ribasso dal 6,7% al 6,6% la stima di crescita del Pil reale nell’esercizio. 

La Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale (Fmi) hanno stime di crescita quasi coincidenti per l’esercizio in corso. Il Fondo lo scorso ottobre ha previsto una crescita del Pil del 7,4 per cento nell’anno fiscale 2018-19 e del 7,8 per cento per il biennio 2019-20. Per il dipartimento Affari economici e sociali delle Nazioni Unite (Undesa) la crescita dovrebbe raggiungere il 7,2 per cento nel 2018 e del 7,4 per cento nel 2019. Non distanti le stime dell'agenzia di rating Moody’s Investors Service che ha ipotizzato una crescita per quest’anno e per l’anno prossimo rispettivamente al 7,6 e al 7,5 per cento. 

Incoraggianti anche gli ultimi dati disponibili comunicati dal Central Statistics Office (Cso, l’ente di statistica di New Delhi) per la produzione industriale che a gennaio e' cresciuta del 7,5% annuo, in accelerazione rispetto al 7,1% di dicembre (8,8% in novembre). Il dato, in espansione per l'ottavo mese consecutivo, e' superiore al 6,4% del consensus. Nel periodo aprile-gennaio (primi dieci mesi dell'esercizio fiscale 2017-2018) l'espansione della produzione industriale e' stata del 4,1% contro il 3,7% di aprile-dicembre.

Sotto controllo l'inflazione. Il Cso, l’ente di statistica di New Delhi, ha comunicato che in febbraio il tasso d'inflazione in India e' calato al 4,44% annuo dal 5,07% di gennaio (5,21% in dicembre). Il dato, inferiore al 4,70% del consensus, si confronta con il 3,65% del febbraio 2017. L'outlook sull'inflazione della Reserve Bank of India e' per una crescita del 5,10% nell'intero primo trimestre dell'anno (quarto trimestre dell'esercizio 2017-2018).

L'indice Sensex e' tornato con i minimi del 23 marzo a 32484 circa al di sotto dei valori di chiusura del dicembre 2017 a 34057 punti circa. Le quotazioni stanno lottando da alcune sedute con la media mobile a 200 giorni, passante a 32890 circa, indicatore che sintetizza con la sua posizione al condizione della tendenza di lungo periodo, che per il momento rimane al rialzo, anche se non nettamente come e' stata durante il 2017. Discese sotto area area 32300, dove si colloca un importante livello dei ritracciamenti di Fibonacci (il 38,2%) calcolati per il rialzo dai minimi di novembre 2016, potrebbero mettere in discussione la tenuta dell'uptrend facendo temere un affondo verso i 30900/31000 punti circa, dove transita la trend line che sale dai minimi di febbraio 2016. Oltre area 34000, dove al momento si colloca la media mobile a 100 giorni, verrebbero inviati segnali incoraggianti, favorevoli alla ricopertura del gap ribassista del 5 febbraio a 35000 circa, ultima resistenza a separare i prezzi dal ritorno sui record di gennaio a 36444 punti. Per chi avesse posizioni su questo mercato la strategia da adottare potrebbe quindi essere quella di rimanere investiti ma con uno stop da attivare subito al di sotto dei 32300 punti, incrementando le posizioni solo oltre area 34000. 

Nel caso del Lyxor Msci India Ucits Etf - Acc (INDI), avente come benchmark l'indice Msci India Trn, denominato in euro, il quadro grafico e' invece differente. Il supporto critico in questa fase e' quello di area 14,50, dove transita la linea tracciata dai minimi di agosto 2013. I recenti minimi di quota 14,80 si collocano sul 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi di febbraio 2016, altro riferimento rilevante che per il momento ha dimostrato di sapere contenere le spinte ribassiste. Solo la violazione in successione di 14,80 e di 14,50 farebbero sorgere dubbi sulla opportunita' di mantenere posizioni al rialzo su questo strumento. La rottura dei 16 euro fornirebbe un segnale di ripresa interessante ma limitatamente alla possibilita' di tornare a testare i massimi di gennaio a 17,14 circa. Questo picco e' infatti allineato con quello dell'aprile 2015, solo la rottura decisa di area 17,15 fornirebbe indicazioni positive anche in ottica temporale estesa.