A2A in netto calo dopo i dati del primo trimestre

A2A viene severamente punita dagli operatori dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre del 2018. A deludere è il risultato netto. Le performance a livello commerciale e operativo appaiono infatti positive, con ricavi in crescita dell'11,7% a/a a 1,812 miliardi di euro, e risultato operativo in crescita dell'1,4% a/a a 287 milioni di euro. Il risultato netto segna però una flessione del 3,9% a/a a 173 milioni di euro, a causa delle maggiori imposte di competenza. Non sono incoraggianti le stime del management per il 2018: il margine operativo lordo è previsto a 1.150–1.180 milioni di euro (al quale si sommano circa 20-30 milioni di euro di partite non ricorrenti positive), contro i 1.211 milioni del 2017. L'utile netto è atteso a 360-390 milioni di euro contro i 293 del 2017, che però scontavano effetti negativi per 86 milioni conseguenti all’esercizio della PUT Option su EPCG. Le quotazioni sono scese fino a 1,575 euro, per poi stabilizzarsi poco al di sopra di 1,60, dopo aver terminato mercoledì a 1,669 euro. La violazione di area 1,65 ha completato il doppio massimo, figura ribassista, disegnato in area 1,695 dal 30 aprile. Il rischio che la comparsa di questa figura comporti l'avvio di una correzione estesa di tutto il rialzo visto dai minimi di marzo è elevato. Conferme in questo senso verrebbero con la violazione di quota 1,58, 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci. Sotto quei livelli supporti a 1,545 e 1,51 euro. Solo recuperi oltre 1,67 potrebbero riproporre il test della resistenza a 1,6950. Sopra quei livelli target a 1,80 circa, lato alto del canale rialzista che contiene l'andamento dei prezzi dai minimi di luglio 2012.